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I numeri nei millenni

di Stefano Breccia

* * *

I numeri nella storia dell’umanità

 

(seconda parte: 4.4)

 

la cultura dei numeri

___________

 

Numerologia

 

Il significato dei numeri

 

Alcuni numeri notevoli 2

IV

   

Continuiamo il rapido excursus attraverso quei numeri cui, in tempi antichi o moderni, è stato attribuito un valore simbolico, sostanzialmente in base ai meccanismi indicati dalla Qabalah.

 

  

 

Il numero 144

È, evidentemente, il quadrato di dodici, e quindi rappresenta la perfezione moltiplicata per sè stessa; il contrafforte di diaspro della Gerusa­lemme celeste è lungo 144 cubiti (Apocalisse, XXI, 17).

 

Il numero 153

Nel Nuovo Testamento, Pietro pesca 153 pesci. Perché proprio 153? Mistero. Intanto esiste la proprietà:

 

153 = 1! + 2! + 3! + 4! + 5! ,

 

ma non credo che ciò dicesse molto agli estensori dei Vangeli. Non meno che lo stesso S. Agostino, nel Tractatus in Ioannis Evangelium, si cimentò su questo numero (la Numerologia ha padri illustri, abbiamo visto), sco­prendo che si tratta del 17-esimo numero triangolare:

 

153 = ½ · 17 · 18 ;

 

Sant’Agostino conclude:

 

Apud vos numerate: sic computate. Decem et septem faciunt centum quinquaginta tres: si vero computes ab uno usque ad decem et septem et addas numeros omnes - unum, duo, tria: sicut unum et duo et tres faciunt sex; sex, quattuor et quinque faciunt quindecim: sic pervenes usque ad decem et septem, portans in digitis centum quinquaginta tres.

 

L’esegista trovò interessante questo fatto, e diede a questo numero un ulte­riore significato simbolico: esso rappresenta la moltitudine di credenti raccolti dai “pescatori di uomini” per il regno divino.

 

Il numero 216

Si tratta del primo numero di Platone. In aggiunta a ciò, si può notare che:

 

216 = 63 ,

 

216 = 33 + 43 + 53 ;

 

Quest’ultima proprietà è particolarmente importante, in quanto 216 è il più piccolo numero cubico che possa venire espresso come somma di tre cubi.

 

Il numero 248

È il numero delle ossa del corpo umano e, stranamente, anche il numero dei comandamenti riportati nella Torah.

 

 

Il numero 276

Negli Atti (XXVII,37), si racconta di un naufragio cui partecipò San Paolo, dicendo che “... nella barca vi erano circa 276 anime.” (chi sa perché circa dinanzi ad un numero esatto!). Martin Gardner è riuscito a scoprire solo che:

 

276 = 15 + 25 + 35 ;

 

al solito, resta da domandarsi se l’estensore del testo fosse al corrente di tale proprietà (probabilmente no), e che significato intendesse attribuire a questo numero.

 

Il numero 297

Corrisponde al valore gematrico del titolo Elohim Gibor (= “signore delle battaglie”).

 

Il numero 314

È il valore gematrico del nome divino Shaddai (= “l’Onnipotente”); più prosaicamente è pari alla parte intera di cento volte p.

 

Il numero 318

In Genesi XIV,14, Abramo chiama a raccolta 318 servi e parte al salvataggio del nipote Lot; uno di questi servi si chiamava Eliezer, e questo nome ha come valore numerico proprio  318; l’autore dello Pseudo-Barnaba ferma l’attenzione sulla scrittura greca di questo numero (TIH) e vi vede le iniziali del nome greco di Gesù (IhsouV), precedute dalla croce (T) del suo martirio.

 

Il numero 365

Alcuni eretici dei primordi dell’era cristiana decisero che la fine del mondo avrebbe avuto luogo nell’anno 365, in quanto:

 

365 = 300 + 18 + 31 + 16 ,

 

ove 300 rappresenta la T, simbolo della croce, 18 è il valore numerico delle prime due lettere di IhsouV, 31 è il numero degli anni vissuti dal Cristo (secondo alcune tradizioni), e finalmente 16 è l’anno del regno di Tiberio durante il quale Cristo fu giustiziato. La Torah riporta 365 divieti.

 

Il numero 490

Nel Vangelo, Gesù dice a Pietro che egli deve perdonare i peccati del fratello 490 volte (“settanta volte sette”); analogamente, in Daniele IX, 24, si parla di “settanta settimane”.

 

Il numero 545

Un simpatico esempio di gematria può essere trovato a Pompei, su un cui muro un ignoto scrisse:

 

Eam amo, quae est DXLV

 

evidente anagramma di dulx.

 

Il numero 585

È il valore gematrico associato ad Elohim Sabaoth (= “signore degli eserciti”).

 

Il numero 666

Il più famoso numero maledetto è il 666, il numero della Bestia nella Rivelazione (XIII, 18). Enigmatico il commento ... è un numero d’uomo, per il quale è stata coniata la spiegazione secondo la quale il 666 è formato da tre volte 7-1, cioè è un’esaltazione della lontananza dell’uomo dalla perfezione. A molte persone è stato attribuito il numero della Bestia, qualificandole come incarnazione dell’Anticristo. Probabilmente, il più famoso esempio riguarda Nerone, il cui nome, Neron Kaisar, trascritto in ebraico nella forma NRUN QSR, dà come somma dei valori numerici delle singole lettere il 666 voluto:

 

 

Restando ancora in area ebraica, ricordiamo altri due esempi dell’uso del 666 contro i romani:

 

 

 

La scritta si legge Romiith (da destra verso sinistra), ed è uno dei nomi con cui i Romani erano chiamati dagli ebrei; il secondo esempio, per essendo scritto in caratteri greci, è anch’esso di origine ebraica:

 

L  A  T  E  I  N  O  S

 

ancora una volta, la somma dei valori numerici delle singole lettere vale 666 (cfr. il paragrafo sulla numerazione alfabetica greca).

 

Un altro persecutore dei primi cristiani fu Diocleziano, e neanche lui potè sfuggire al 666:

 

D   I   o   C    L  e  s   a  V g  V  s  t  V  s

           500+1   +100+50              5    +5       +5    =  666 ,

 

prendendo in considerazione solo le lettere dotate di valore numerico.

 

I teologi cattolici non disdegnarono di indagare sul 666: dinanzi alle prime avvisaglie del movimento di Martin Lutero, un tal Petrus Bungus pubblicò un voluminoso trattato per giustificare l’attribuzione allo scismatico del numero della Bestia:

 

       L     V      T    H    E    R    N      V    C

                  30 +200+100 +8  +5 +80 +40 +200 +3 = 666 .

 

I discepoli del riformatore non si fecero attendere, replicando con il titolo del papa:

 

V   I    C  a  r   I   V  S    f  I   L     I     I      D  e   I

                                                             5 +1+100      +1 +5         +1+50 +1  +1  +500   +1 = 666 .

 

Il numero di persone al cui nome, con un artificio o con l’altro, è stato associato il 666 è realmente enorme. Nei tempi moderni, non poteva ovviamente mancare Hitler. Attribuendo il 101 alla A, il 102 alla B, e così via, si ha:

 

    H       I      T      L      E     R

               108+109+118+110+105+116 = 666.

 

Sono relativamente poco note le Toledoh Jeshu, antichi testi ebraici le cui origini si dice risalgano ai tempi di Cristo, e che vennero man mano siste­matizzate con il passare degli anni. Nella Toledoh attribuita ad Huldricus, commentando Apocalisse XIII, il simbolismo connesso al 666 viene detto identificare con lo stesso Gesù Cristo:

 

... la bestia è Jeshu ha Notrzì (Gesù Nazareno - N.d.A.), ed ha sette teste perché ci sono sette lettere nel nome Jeshu ha Notrzì; le dieci corna sono quelle delle lettere, così come vengono scrit­te; le dieci corone sono così: la Jod ha un apice, la Shin ne ha tre; la Nun e la Tsada altre sei, in tutto dieci; tutto ciò che è stato detto con questo segno è un'allusione a Jeshu, e il numero 666 corrisponde al valore numerico delle lettere di Jeshu ha Notrzì ...

 

Il disegno seguente mostra il testo originale, con il calcolo del valore numerico del nome:

 

 

 

Va comunque notato che, fra i vari manoscritti dell’Apocalisse perve­nutici, non sempre si trova 666 come numero della Bestia; in un caso si trova 616, in un altro 646; è interessante osservare come l’associazione con Nerone funziona anche con il numero 616, a patto di utilizzare la grafia latina Nero.

 

A livello di curiosità, si può notare che 666 è la somma dei quadrati dei primi sette numeri primi (escludendo l’uno):

 

22 + 32 + 52 + 72 + 112 + 132 + 172 = 666 ;

 

inoltre esso è il trentaseiesimo numero triangolare:

 

666 =  ½ 36 · 37 .

 

E ancora: scritto in caratteri romani, il 666 diviene DCLXVI, che contiene tutte le cifre (tranne M), ciascuna una volta sola.

 

Questo numero compare due volte nell’Antico testamento, prima ancora che nell’Apocalisse: in Re 1, X, 14, indica il numero di talenti d’oro donati a Salomone nel corso di un anno, e in Esdra I, 2:13 è il numero dei figli di Adonicam (probabilmente bisogna intendere “schiavi”, anziché “figli”). Inoltre, l’Apocalisse è il 66-esimo libro della Bibbia, e 18, il numero del versetto che contiene il 666, è la somma delle cifre che formano 666.

 

Dall’Inghilterra giunge notizia di un curioso impatto sul costume con­temporaneo: in alcune contee del Regno Unito si è deciso di abolire i numeri di targa che contengono il 666, a seguito, pare, dell’elevato tasso di incidenti subiti dai veicoli corrispondenti. Analogamente, negli States, in diverse occasioni è stato sottolineato l’elevato numero di incidenti che accadono lungo l’interstatale no. 666, e nel 1996 si è addirittura proposto di cambiare nome alla strada!

 

Il santuario di San Luca, fuori Bologna, è collegato alla città mediante un lungo porticato (circa tre chilometri e mezzo), composto, chi sa perché, da 666 arcate. Recentemente, la Rossiskaja Gazjeta ha dedicato un paio di articoli ad un micidiale virus per computer, chiamato 666 (anche perché è lungo, guarda caso, proprio 666 byte), che tramite messaggi subliminali costituirebbe addirittura un pericolo per l’operatore!

 

Qualche anno addietro, è stata fatta un’interessante scoperta circa questo famigerato numero; va premesso che l’Apocalisse è attribuita a San Giovanni, e che, con tutta probabilità, la lingua originale in cui è stata scrit­ta è il greco. Provando a calcolare il valore numerico della parola aritmoz (=  “numero”) si ottiene:

 

                  aritmoz              1+100+10+9+40+70+6 = 236 ;

 

Provando a calcolare il valore numerico della stessa parola, scritta questa volta in maiuscolo, si ottiene:

 

                  ARITMOS           1+100+10+9+40+70+200 = 430 ;

 

Nessuno dei due numeri ha particolare valore, tranne che si può ottenere l’imprevista relazione:

 

aritmoz + ARITMOS = 666 !

 

Il sempre più misterioso 666 parrebbe quindi legato anche al valore numerico della parola greca che significa “numero”.

 

Dulcis in fundo, bisogna proprio constatare che gli statunitensi amano giocare col macabro, forse per esorcizzarlo; oltre a quanto già detto a proposito del numero 13, passando per New York sarebbe divertente andare a leggere il numero civico che fa bella mostra di sè all’ingresso del Rocke­feller Center a Manhattan: l’ormai famoso 666! Meno insensibili pare siano stati i coniugi Reagan, i quali hanno fatto cambiare il loro numero civico a Beverly Hills da 666 in 999: non si sa mai!

 

 

(Continua sul prossimo numero)

  

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