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L’indipendenza del Kossovo |
III |
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di Raffaele Mario Caldana
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La notizia, diffusa in tono minore e subito eclissata dai principali mezzi di comunicazione, che l’Italia - oltre la Francia e l’Inghilterra - ha repentinamente riconosciuto l’indipendenza dalla Serbia che il Kossovo ha unilateralmente dichiarato, dà l’impressione che, tale scelta, sia stata sollecitata, voluta e garantita anche da questi tre paesi europei i quali, in definitiva, sono i più strettamente allineati alle scelte politiche e militari degli Stati Uniti.
Difficile è poi credere che il riconoscimento sia stato disinteressato e dovuto unicamente alla sensibilità per i diritti umani: evidenti appetiti di risorse minerali e la privatizzazione di centinaia di società pubbliche certamente hanno sollecitano l’edacità delle benpensanti finanziarie occidentali.
Inoltre c’è il progetto di un grande oleodotto del quale sono concorrenti due colossi la Nabucco e la South Stream sponsorizzate la prima dagli Stati Uniti e la seconda dalla Russia.
Ma oltre ad altre gravi complicazioni che potrebbero insorgere da scelte così poco sagge e prudenti, si è creato un pericolosissimo precedente: perché, ad esempio, il Kossovo sì e le Provincie Basche o addirittura la Padania no?
Non sarà che anche questo, prossimamente, farà parte del giuoco?
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