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BIANCONERO La magia della tastiera
di Faliero Bonciani
per conoscere, comprendere ed apprezzare le composizioni pianistiche |
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Franz LISZT (1811-1886)
Dai Sei Canti polacchi trascritti dagli originali di Chopin:
1°) Desiderio (Rev. Busoni).
È uno dei Canti polacchi fra i più famosi, anche se la critica non lo giudica il migliore. E' una Romanza del 1829 e il testo è del grande poeta polacco Stefan Witwicki.
Liszt ammaliato dalla delicata struttura della melodia, ne na tratto il materiale per una trascrizione o parafrasi da concerto, volendo far partecipe il pubblico anche di questa composizione chopiniana poco conosciuta pure nella sua stesura originale (canto accompagnato).
Il Tema sembra una perfetta reminiscenza dell'"Adelaiden-Waltzer" di J.Strauss senior. Ha una espressione sentimentale di derivazione pre-romantica evidente, ma va detto che essa è legata al carattere popolare agreste nostalgico.
La brillante versione pianistica lisztiana, valorizza magistralmente il brano che viene esaltato da un tecnicismo difficile ma espressivamente aderente alla funzionalità della Forma, della melodia e dell'armonia.
Su tutto si accentra una disinvolta e delicata cantabilità la cui espressione si evince cori un pianismo vaporoso, non privo però, di spunti piccanti ed agilmente svettanti, come di una tastieristica coesione psicologica narrativa che sembra, addirittura, suggerire il testo.
La versione di Busoni si limita a due Cadenze semplici che portano a due Ritornelli oltre a qualche basso raddoppiato.
5°) Mia diletta (Rev. Busoni) (taluni traducono: "Mie gioie" ?)
Dei 17 Canti polacchi chopiniani, Liszt na ha trascritti sei, da lui ritenuti più adatti ad una elaborazione concertistica.
Quello di oggi è un lavoro di spiccata espressività (è un Notturno), di costruzione perfetta ottenuta con mezzi molto semplici.
La linea melodica è flessibile, ricca di voluttuose varianti, ha modulazioni calde ed appassionate e si sviluppa con un andamento strumentale assai complesso. Il tutto fluisce attraverso tratti intensamente parlanti, con Cadenze di bravura imitanti i portamenti vocali, spunti tematici dall'ampio fraseggio ed una calda essenza di fantastica penetrazione psicologica.
Notevole la Cadenza finale di una difficoltà trascendentale messa come risultanza conclusiva atta a determinare l'apporto introspettivo.
Busoni si è limitato a qualche "aggiustamento" per la divisione delle linee sia melodiche che del basso fra le due mani e ad una particolare diteggiatura. Questo sempre per ottenere un tocco e una respirazione di frase intensamente espressiva.
* * * Fryderyk CHOPIN(1810-1849)
Notturno Op.72 n.1 postumo.
Questo brano è fra le opere adolescenziali e pubblicate postume. Viene considerato, da una critica molto miope, di scarso interesse artistico; eppure sia i concertisti che il pubblico, sembrano invece dargli il più vasto consenso, sia per la stesura formale che per l'espressività toccante data da una cantabilità sobria e scorrevole.
La frase melodica è lunga e discorsiva, l'accompagnamento uniforme ed accurato, l'insieme ha un simpatico carattere di romantico pensiero ed arriva ad una altezza lirica di spiccata sensibilità introspettiva.
È interessante osservare che il basso di accompagnamento al già elaborato cantabile, rinserra in sé un elemento formale di "melos" il quale, ha insito nel proprio inciso, una particolarità che, nel tempo, diventerà specificità chopiniana.
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