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Il mondo fantastico di Picasso:

la collezione Würth e opere ospiti

in esposizione all’Art Forum Würth Capena

 

II

  

di Raffaele Mario Caldana

  

La mostra curata dal Prof. Dr. Roland Doschka, che celebra l’artista certamente più significativo, discusso e polemizzato del secolo ventesimo, già ospitata a Palermo, nelle Sale Duca di Montalto di Palazzo dei Normanni, dove più di 86.000 visitatori hanno potuto ammirarla, rimarrà esposta presso I'Art Forum Würth Capena dal 23 marzo all'8 agosto 2009.

 

Le sessantaquattro opere esposte (principalmente disegni), la parte più consistente proviene dalla Collezione Würth l’altra da collezioni private, fissando i momenti significativi della produzione artistica di Pablo Picasso offrono al visitatore la possibilità di ripercorrere e comprendere le varie fasi evolutive, stilistiche, tecniche dell’artista.

 

Pablo nato a Malaga il 25 ottobre 1881 da José Ruiz Blasco, insegnante di disegno alla Scuola provinciale d’arte, e di Maria Picaso Lopez probabilmente stimolato dall’ambiente familiare manifestò ben presto la sua naturale inclinazione artistica.

 

L’innata perizia nel disegno nel quale si evidenzia una sorprendente sicurezza del tratto gli fece affermare, con la sua “proverbiale modestia” di disegnare come Raffaello.

 

Di notevole interesse, a questo proposito, la più “datata” opera esposta alla mostra: “Donna con cesto, del 1898 (L’artista si firma P. Ruiz Picasso ma intorno al ‘900 incomincia ad omettere il cognome del padre usando solo quello della madre ma sempre con due esse). 

 

Del 1901 è “La conversation”, un olio su tavola, il quale risente chiaramente della influenza stilistica di Toulouse-Lautrec (Il “periodo blu”, fine1901-1904, che contraddistingue il primo periodo di creatività autonoma ed originale è per Picasso un periodo di stenti e di miseria. Il suo studio di Parigi, in Rue Ravignan, dove l’artista viveva con la bellissima Fernande Olivier ed il loro cane Fricka era in condizioni d’assoluto, indescrivibile degrado. Più tardi, nel 1933, Fernande Olivier, della quale Picasso era stato innamorato ma che non poté mai sposare, affiderà ad un volumetto i suoi ricordi di quegli anni di bohème trascorsi con l’artista.)

 

Tra le opere presentate di questo periodo vi sono: “L’offerta”, inchiostro su carta, che ferma l’atto in cui un uomo dona un pane ad una povera donna riesce a suscitare una profonda commozione; “La corrida”, inchiostro su carta – un matador cerca di distrarre un toro che incorna un suo compagno di corrida – la scena è rappresentata con sorprendente tragico dinamismo; “Omaggio a Gauguin”, una matita su carta firmata eccezionalmente Paul Picasso (naturalmente in omaggio a Gauguin).

 

Considerato un dei capricci poi, “L’Arlecchino”, matita su carta del 1916 desta un’indiscutibile ammirazione in quanto pur  nella sua essenzialità, essendo reso con evoluzioni d’un unico, continuo tratto di matita emerge e indentificandosi senza equivoci.

 

Proseguendo la visita non si può non soffermarsi davanti a “La bella Fernanda” del 1906, un ritratto a matita ed inchiostro su carta: il volto pensoso di una donna, che Picasso avrebbe voluto sposare, colta in un momento di profonda introspezione.

 

Sempre tra i disegni sono esposti due ritratti di Dora Maar ambedue ad inchiostro su carta, rispettivamente del 1941 e 1943 tragico il primo, polimorfo, tridimensionale il secondo: che oltre ad offrire l’aspetto frontale della donna ne presenta anche il profilo destro e quello sinistro; ed ancora un altro ritratto di Dora Maar, nello stesso stile, ma un olio su tela, “La blusa arancione”, del 1940.

 

Si racconta che Picasso, ossessionato dalla possibilità che con il passare del tempo le sue opere si deteriorassero o si distruggessero eclissando così la sua imperitura fama e considerando che, anche se in frammenti, la ceramica superava i millenni si dedicò anche a questa forma artistica. Nella mostra sono esposti due piatti ovali dai bordi ondulati con scene di corrida. L’arena sul fondo, le gradinate ed  i  palchi,  gremiti  di  pubblico il cui effetto di  luce ombra è genialmente ottenuto da rapidi tocchi di pennello con colori blu giallo e rosso manganese. Di ceramica sono anche le due colombe esposte e realizzate nel 1953.

 

Nella mostra si può vedere anche un altro esempio della variegata ed eclettica produzione di Pablo Picasso: un bronzo di 20 cm: “Donna in piedi” sempre della collezione Würth.

 

Una mostra, quindi, da non perdere.

 

 

Coll. Würth, Inv. 2465

Ombra e luce, 1953

 

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La mostra

Il mondo fantastico di Picasso – la Collezione Würth e opere ospiti”

rimarrà aperta fino al 8 agosto 2009, ingresso gratuito.

Per informazioni:

Art Forum Würth, Capena – (RM)

Tel. +39 06 90103800 - Fax +39 06 90103400

art.forum@wuerth.it

www.artforumwuerth.it

 

 

 

 

Collezione Privata

Donna con cesto, 1898

matita su carta

24 x 18 cm

  

  

  

Coll. Würth, Inv. 7552

La conversazione, 1901,

olio su legno, 13,5 x 22,5 cm

 

 

 

Collezione Privata

La bella Fernanda, 1906 matita e inchiostro su carta, 17,1 x 12,1 cm

  

  

  

Coll. Würth, Inv. 3034

La blusa arancione: Dora Maar,

1940, olio su tela, 

73 x 60 cm

 

 

 

  

  

 

 

 

 

  

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