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 Fare musica in un Salotto significa veramente esaltare l’Arte, libera finalmente dagli orpelli accademici.

R. Schumann

 

 

Quarantesimo anniversario degli

Incontri Culturali del Cenacolo Artistico Amici della Musica

Rosa Bartoloni Bonciani

25 Aprile 1969 - 25 Aprile 2009

II

  

Nella ricorrenza del quarantesimo anno degli INCONTRI MUSICALI DELLA GIOVENTÙ, che nel 1969 vennero ideati dal sottoscritto con amici ed allievi appassionati di musica particolarmente pianistica, oggi s'intende rievocare -con un programma similare- la Manifestazione con cui si diede l'avvio agli "Incontri" che, nel tempo, sono ora divenuti: INCONTRI CULTURALI DEl "CENACOLO ARTISTICO AMICI DELLA MUSICA "ROSA BARTOLONI BONCIANI".

 

 

 

 

Gli "Incontri Musicali della Gioventù", realizzati nel 1969 ma "pensati" alcuni anni prima (e "collaudati") dallo scrivente, per la divulgazione della buona musica fra i giovani, furono organizzati da Gabriele Berionne, il quale insieme agli amici -miei allievi- Vincenzo Pazzetta, Luciano Vignati, Sergio Lunghi, Mauro Cammoranesi, M° dr. Rolando Mauro, si stabilirono alcuni criteri intenti a sviluppare un valido giudizioso ascolto, ossia: delle modalità atte a dar vita ad una intesa artistica culturalmente il più possibile completa.

Fino ad oggi sono state date 402 Manifestazioni, fra cui hanno avuto risalto Commemorazioni e cicli di musiche di moltissimi autori. Citiamo ad esempio: le Elevazioni spirituali con musiche di Bach; i momenti celebrativi di musiche clavicembalistiche italiane e straniere; la grande celebrazione del trecentesimo anno dell'invenzione del pianoforte ad opera del padovano Bartolomeo Cristofori; le serate dedicate agli Studi del V e VIII anno del Corso di pianoforte; i concerti con musiche "boncianiane" o con sue trascrizioni; i trattenimenti con brani particolari di Mozart, Clementi, Haydn, Field, Mendelssohn, Schumann, Brahms, Chopin, Liszt, Grieg, Sinding, Moszkowski, Rachmaninov, Scriabin, Respighi, Pick-Mangiagalli; eppoi gli Incontri con musiche spagnole (Granados, Albeniz etc.) e un "ricordo" di Gershwin, nonchè  una  panoramica di  molte  altre composizioni  di autori anche  non  pianisti  con trascrizioni pure dall'organo e da altri strumenti ed una "visione" quasi completa di musiche fra le più prestigiose.

 

Non è possibile citare tutte le caratteristiche e particolarità dei concerti che si sono svolti nel tempo, si è soltanto data una retrospettiva esplicativa di quanto fatto in un quarantennio.

 

Intendo anche rilevare che quasi subito, dopo le prime esperienze positive di questi "Incontri", l'amico Raffaele Mario Caldana, si è prodigato in maniera intelligente, operosa, fattiva ed insostituibile, inserendosi magistralmente nel contesto dirigenziale con una collaborazione completa per l'organizzazione dei programmi, dalla stesura grafico-stilistica, alla formazione didascalica come disposizione dei testi esplicativi, alla critica motivatamente oculata con interventi sia orali che scritti.

Desidero pure ricordare l'apporto sensibile di commenti sulle composizioni e sulle interpretazioni oltre i giudizi per la formulazione dei programmi, della signora Maria Simi Petrassi, fine esteta d'intuizioni musicali.

A quanto scritto, posso sinceramente aggiungere che sono stato sempre seguito da un pubblico d'intenditori seri e preparati che, sono divenuti amici e hanno dato modo d'esprimermi secondo le mie possibilità e per i quali, cercherò di continuare su questa dirittura con il medesimo entusiasmo di come iniziai tanti anni addietro.

Faliero Bonciani    

 

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Programma per la celebrazione del quarantennale:

 

Cinque trascrizioni dalla chitarra di F.Bonciani:

Anonimo: Romance de amor

 (Introduzione originale per chitarra di Vincente Gomez).

Anonimo: Chanson populaire "El testament d'Amelia" (Melodia popular catalana).

F. Tàrrega: Recuerdos de la Alhambra. In ricordo del 100° della Morte.

D. Fortea: Estudios Poeticos "Dialogando" Op.25.

H. Villa-Lobos: Prelude N°1.

 

J.S. Bach: Praeludium in C-moll BWV 999 (vers. di F. Bonciani).

D. Scarlatti: Sonata in Do maggiore (La Caccia) C.V. Libro I N°12.

W.A. Mozart: Tüirkischen Marsch (Rev. Bonciani).

L. van Beethoven: Für Elise (Rev. Kempff).

F. Schubert: Moment musical (Air russe) Op.90 N°3.

F. Mendelssohn-Bartholdy: Lieder ohne Worte "Barcarolle vénetienne" Op.30 N°6.

 In ricordo del 200° della nascita.

R. Schumann: Kinderszenen Op. 15 "Traümerei".

J. Brahms: Waltzer Op.39 N°15.

F. Chopin: Prélude Op.45.

F. Liszt: Chants polonaise de Fr. Chopin Op. 74 post. "Mosa Pieszczotka"

(transcription par Liszt).

C. Debussy: Prélude ler Livre N°6 "Des pas sur la neige".

I. Albeniz: "Malagueña" Op. 165 N°3 da "España"

(Versione di F. Bonciani). In ricordo del 100° della morte

M. de Falla: El Amor Brujo "Danse ritual du feu" (Vers. Rubinstein).

 

 

Faliero Bonciani al pianoforte

Faliero Bonciani al pianoforte

 

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È superfluo sottolineare il consenso ottenuto, fin dall’inizio, dalla formula adottata dal Cenacolo Artistico Amici della Musica“Rosa Bartoloni Bonciani” prima "Incontri Musicali della Gioventù" in quanto la longevità ne testimonia, sufficientemente, la validità ed il successo.

Noi di …si augura che tale esperienza culturale sia di stimolo ai giovani a ricalcarne le orme per godere così, nel “fare musica assieme”, di sani ed edificanti momenti di crescita culturale e spirituale. A tal fine propone un saggio su quanto fu scritto all'inizio ed in seguito su questo consolidato sodalizio:

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Estratto dall’invito del primo concerto:

 

Il Maestro Faliero Bonciani, noto compositore, direttore d'orchestra e pianista, terrà nella sua abitazione in […] - Roma, il giorno 25 Aprile 1969 p.v., alle ore 16,30 , un concerto-lezione, dedicato ai giovani, avente come fine quello di illustrare, in modo teorico e pratico, i principi generali in tema di interpretazione di passi pianistici.

Il problema dell'interpretazione è complesso e delicato e solleva molte questioni interessanti. In sintesi, si può dire che l'interpretazione è quel processo, in parte razionale, in parte impulsivo, per cui l'esecutore trasforma una serie di note scritte anonimamente sul pentagramma in una continuità di suoni che incorporano un messaggio o, comunque, un discorso.

Interpretare significa, inoltre, parlare agli ascoltatori attraverso la musica che non è altro che un veicolo di comunicazione; ed è ben noto come, partendo dallo stesso spartito, esecutori diversi possano riuscire a dire cose estremamente diverse.

Interpretare significa, ancora, creare per sé una impalcatura spirituale la cui ascesa procura all'interprete la stessa gioia che un alpinista riceve dall'aver inaugurato una nuova direttrice.

 

Queste non sono che alcune delle problematiche che il Maestro Bonciani sarà lieto di esporre criticamente e alle quali darà la sua risposta personale, frutto di una vasta esperienza in questo campo, e di una preparazione tutta rivolta a conseguire il traguardo faticoso della comprensione musicale.

 

 Esponiamo, ancora, un seguito di argomentazioni che furono oggetto di un approfondito studio sulla maniera di concepire l"ascolto musicale", illustrativamente presentato didatticamente ma con l'apporto di una logicità oculatamente semplice e facilmente recepibile.

 

Letture ed interpretazioni pianistiche

 

Queste esecuzioni hanno come fine quello di illustrare, in modo teorico e pratico, i principi generali in tema di interpretazione di composizioni pianistiche.

 

L'iniziativa di organizzare un incontro col proposito di "fare musica" tutti insieme, in maniera vera e profonda, nasce dalla constatazione della crisi in cui versano i canali tradizionali attraverso i quali ogni giorno ci viene propinata la musica, o meglio un suo surrogato, che ben poco ha di arte e molto di commercio.

 

Radio, microsolchi, nastri, concerti, sono forme industriali che vivono intorno alla musica e che fruttano moltissimo al solito ristretto numero di capitalisti, ma non sono la musica. Neppure il pentagramma, zeppo di note ma privo di vita, è musica, né l'incisione, monotona nel riprodurre all'infinito suoni sganciati ormai da ogni sforzo creativo, come corpi imbalsamati privi di anima.

 

La vera musica è il complesso delle esperienze vive che si provano nell'attimo della percezione del suono, esperienze soggettive, irripetibili, inconfondibili, ciascuna con la sua impronta particolare che si stampa nella sensibilità individuale e poi si trasforma in un ricordo pieno di suggestiva dolcezza.

 

Ben poco di tutto questo si ritrova nella comune sala da concerto, avvolta dal fumo e dai brusii, dove l'interprete esalta il virtuosismo e la teatralità a scapito della profondità della composizione musicale. Chi suona per stupire o ricevere applausi non fa vera musica.

 

Neppure chi suona per sé fa vera musica: egli è come l'oratore che si esercita davanti allo specchio; cos'è la sua parola senza un destinatario in cui entrare, creando sensazioni nuove e risvegliandone di sopite? Ogni esperienza umana va fatta in comune perché l'uomo non è tale senza l'altro uomo.

 

La musica non è nata nelle grandi sale, né davanti ai microfoni; essa è nata spontaneamente nelle case, tra le pareti della vita di ogni giorno, tra amici che non si vestono in smoking, ma che si conoscono, si stimano e si arricchiscono vicendevolmente di esperienze più profonde e più belle.

 

Il problema dell'interpretazione è complesso e delicato e solleva molte questioni interessanti. In sintesi, si può dire che 1'interpretazione è quel processo, in parte razionale, in parte impulsivo, per cui l'esecutore trasforma una serie di note scritte sul pentagramma in una continuità di suoni che incorporano un messaggio o, comunque, un discorso.

 

Interpretare significa, inoltre, parlare agli ascoltatori attraverso la musica che è veicolo di comunicazione; ed è ben noto come, partendo dallo stesso spartito, esecutori diversi possano riuscire a dire cose estremamente diverse. Interpretare quindi, è il frutto di un fenomeno complesso e articolato che non si esaurisce con poche parole: esso impegna la sensibilità naturale e la formazione culturale dell'interprete e non sempre risponde a precise formulazioni razionali, ma spesso si affida a intuizioni improvvise e fulminanti.

 

Ogni epoca richiede un discorso diverso, ogni autore un'indagine specifica, ogni pezzo uno studio particolare. Ma è pur vero che l'insieme delle opere di un compositore forma la sua personalità musicale e il complesso delle personalità musicali determina i caratteri di un'epoca.

 

Sono procedimenti di analisi e sintesi che vanno coordinati se si vuol dare un'interpretazione seria e coerente. Il primo approccio in ogni campo deve compiersi su schemi semplificati. L'essere solo a manovrare la materia dello strumento per produrre immateriali suoni dona ad un pianista una libertà d'espressione aperta ad ogni estrosa improvvisazione, che invano gli invidiano il direttore d'orchestra, il cantante o un altro strumentista legati dal suono contemporaneamente prodotto da altri.

Un dialogo tra l'uditorio e l'interprete, svolto in modo semplice e naturale, permette a tutti di introdursi nella comprensione delle sfumature artistiche più riposte, come anche delle grandi linee  informatrici adottate dell'interprete per tradurre il messaggio del compositore in maniera personale ed attuale. Tante volte un gruppo di ragazzi che si stringono intorno ad uno di loro che suona una chitarra fanno musica in modo più completo del celebre concertista che suona di fronte a tante persone anonime e lontane. Così la musica classica diventa sempre più accademica, sempre più avulsa da ciò che è umanità, contatto, vita.

 

Tutti possono, quindi, impadronirsi del cifrario di una tecnica espressiva, quella musicale, quanto mai particolare e scoprire il mondo meraviglioso avvolto nell'onda sonora, a condizione che siano rettamente guidati e sapientemente introdotti. Immersi così nell'atmosfera idonea prima che il pianoforte pronunci le sue note, le opere vengono seguite con maggior partecipazione, interesse e, soprattutto, con maggiore aderenza a quello che in realtà si vuole esprimere.

 

Quando il contenuto è ancorato all'elemento "umanità", allora, malgrado la forma in cui esso è stato celato sia legata alle contingenze storiche, la validità dell'insieme travalica le frontiere ed i secoli.

 

Siamo certi che tutto ciò costituisce il modo più sano e concreto di accostarsi alla musica, comprenderla e narrarla.

Gabriele Berionne

 

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È, il nostro, tempo del più deteriore decadentismo ove i prodotti dello Spirito, i più elevati, sono banditi in quanto scomodi ed indesiderati.

Impera lo squallido, il misero, il mediocre perchè non minaccia e non offende il potere edace di forma ma non d'essenza.

La Legge insorge sempre a tutela del "migliore creato" lo incista e lo depone in cenacoli iniziatici: inestimabile patrimonio a tutela e godimento di pochi.

Anche quest'anno gli "Incontri Musicali" si svolgeranno in un evoluto continuo germinato da un'esistenza, quella del Maestro Faliero Bonciani, la quale in un sacrificio continuo di fede brucia e si consuma per la propria Arte; ne fa di questa un'ara al suo genio e lo offre in olocausto alle più alte vette dell'umana tensione onde la Musica, fatta preghiera, viva e si trasmetta, pura energia, alle generazioni future.

Questi "Incontri" con il Maestro costituiscono un rosario di riconciliazione con il Bello, il Trascendentale, l'Assoluto.

Trovano, in questi incontri, il più ampio respiro le persone che, seppur costrette da un quotidiano forzatamente angusto e saturo di mediocrità, anelano più sottili ed elevate mete.

Una tecnica insuperabile celata nello scrigno prezioso della più superba interpretazione scaturita da un rapporto "sensuale" con lo strumento, in cui passione e tenerezza, forza e delicatezza si alternano o si fondono, genera un'aura plastica pregna d'immagini e sentimenti che rendono vivi il genio e lo spirito dei grandi compositori.

Raffaele Mario Caldana 

 

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"Pianista Faliero Bonciani impareggiabile interprete di Liszt, principe del virtuosismo pianistico, il Bonciani, a sua volta acrobata vertiginoso e smagliante che rasenta i limiti dell'irraggiungibile, cancella in virtù del suo impeto appassionato la vieta magniloquenza del grande Maestro".

Luigi Severini

 

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Faliero Bonciani non solo è un grande cultore dell'arte e della meccanica pianistica dei nostri giorni, ma, soprattutto, è il più originale tra gli artefici della viva bellezza nel tocco della tastiera, creatore perciò, lui stesso, di una "estetica trascendentale", frutto di un diuturno e assai faticoso lavoro completamente dedicato allo studio assiduo ed amorevole del suo strumento per poter rivelarne più alti misteri.

Rolando Mauro

 

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....Ogni brano interpretato da Faliero Bonciani non è eseguito ma vissuto intensamente, e come "vissuto" è parte integrante della persona che in questo modo dona se stessa a chi attento e fascinato la accoglie ed arricchisce con la propria partecipazione e la ritorna realizzando così quel cerchio alchemico che da solo dà senso all'immortalità.

Raffaele Mario Caldana

 

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Per capire un'opera d'Arte, devi vivere con essa il più a lungo possibile.

Devi osservarla.

Ancora osservarla.

Capitarle davanti come per caso.

Se è un falso alla fine si sgretolerà sotto i tuoi occhi e non avrai rimpianti.

Ma un'opera d'Arte Autentica crescerà di statura con il tempo e ti affascinerà sempre più.

Faliero Bonciani ed il suo pianoforte sono un'opera d'Arte.

Maria Simi Petrassi

 

  

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