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RECENSIONE

V

di A. d. M.

  

Domenica 11 Febbraio 2007 per l'Associazione "A.r.S. Musicandi" diretta dalla prof. Annarita Santagada, nella Sala Blu del pianoforte della Chiesa Parrocchiale di Vitinia, i pianisti Annarita Santagada e Faliero Bonciani hanno suonato musiche di Grieg (in occasione del centenario della morte); Tchaikovsky; Granados; Lecuona e Albeniz.

 

Diciamo subito che si profilava una serata esaltante ben sapendo di cosa siano capaci i due pianisti. E diciamo anche della rarità di poter ascoltare, contemporaneamente, due così forti personalità concertistiche e non in "duo" ma singolarmente. Ossia: come solisti indipendenti.

 

Dopo la consueta presentazione illustrativa degli autori e brani data da un Bonciani sempre accorto nel redigere fatti storici e aneddotici, la Santagada iniziava il Concerto con un trittico di Grieg (1843-1907/2007 centenario della morte): "Giorno di nozze a Troldhaugen Op.65 n.6"; "Notturno Op.54 n.4"; "Marcia dei nani Op.54 n.3". Brani di seria impostazione artistica risolti con cura e fantasia a cui seguiva "Febbraio-Carnevale (dalle Stagioni Op.37b)" di Tchaikovsky, reso con slancio e festosa scioltezza. Eppoi di Granados "Melanconica" una danza spagnola dalla delineatura fortemente ritmica ed espressivamente coinvolgente. Veniva appresso di Albeniz un altro pezzo caratteristico: "Torre Bermeja" un lavoro simile ad una Serenata ma d'impronta scherzosa densa di fuoco iberico.

 

La concertista sapeva farsi apprezzare per un pianismo offerto al pubblico con garbo e sicurezza strumentale fenomenale.

 

Concludeva la prima parte una composizione difficoltosissima: la "Malagueña" di Lecuona nella versione concertistica del M° Faliero Bonciani che ha curato, intelligentemente, la trascrizione ampliandola e dotandola di nuovi elementi artistici e folkloristici.

 

Il lavoro è diventato molto complesso nei riguardi dell'originale, concepito come brano caratteristico di media difficoltà per un indirizzo commerciale e non certamente, perchè l'autore non fosse in grado di organizzarlo diversamente; ha solo risposio alle specifiche dell'Editore il quale, chiaramente preferisce pezzi brevi e facili ed economicamente alla portata di tutti. Nella versione del Bonciani invece ben lontana dalla  commercializzazione, vi si apprezza una variegata serie di passaggi la cui difficoltà richiede grande pianismo. Vi si trovano Cadenze di bravura spericolate; arpeggi vertiginosi; sovrapposizioni tematiche contrappuntistiche; note doppie in posizioni  scabrose;    note  ribatture  (mandolinate)  pericolose;  ottave colossali, oltre   il necessario smalto interpretati­vo dettato dal motivo caratteristico che il trascrittore ha posto in "luce" attraverso un rigore schematico dalla caratura musicale eccezionale. Veramente un magnifico lavoro artistico, certamente non alla portata di tutti i solisti. Bisogna essere all'altezza esecutiva degli Studi trascendentali lisztiani.

 

La pianista per nulla intimorita dalla superba difficoltà del brano, ne dettagliava tutte le componenti tecnico-spirituali facendo emergere l'intento espressivo che forma il tessuto connettivo della composizio ne riuscendo a comunicare, ai presenti, il fantasioso pathos di questa bella pagina musicale.

 

Applausi entusiastici insistenti. Un vero grande successo.

 

Il M° Bonciani apriva la seconda parte con i "Pezzi lirici Op.43 (sei brani: Farfalla; Viaggiatore solitario; Il mio paese; Uccello; Poema erotico; Alla Primavera)", di Grieg.

 

Il solista ne evidenziava le particolarità con un pianismo di stile e magistero espressivo a cui inseriva Albeniz:   "Malagueña Op. 165 n. 3" nella versione concertistica del Bonciani e "Rumores de la caleta" nella versione concertistica di Michelangeli. Eppoi "Cadice" dalla Suite spagnola Op. 47 sempre di Albeniz. Composizioni che il concertista articolava attraverso un pianismo di spinta con effetti folklorostici molto accesi.

E a questo punto succedeva un fatto disorientante: andava via la luce. Come s'intuisce, ciò creava nei presenti "claustrofobici" e non, un'apprensione confusionale dovuta al disagio orientativo del "buio" e del "chiuso".

 

Il Bonciani era costretto a fermarsi ma informava il pubblico che avrebbe continuato a suonare al buio e dedicava a tutti i convenuti, in particolare al Generale dell'Aeronautica Aldo Loy, la Danza del fuoco di Falla. Un lavoro esaltante ed "illuminante".

 

Tornata la luce, il Bonciani intendeva finire il Concerto, ma la luce andava via di nuovo ed il nostro artista continuava, imperterri­to, a suonare donando ai presenti entusiasti: "Recuerdos de la Alnambra" di Tarrega nella favolosa trascrizione pianistica, dalla chitarra, dello stesso Bonciani.

 

Riscontri vivacissimi.

 

L'"Incontro" si concludeva così in un tripudio di applausi all'indi­rizzo di questi due magnifici concertisti i quali hanno saputo con il loro ingegno, rendere ben accetto anche il momento delicato del "buio" che rischiava di vanificare una bella serata in concerto.

 


 

  

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