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REDAZIONALE |
I |
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di Raffaele Mario Caldana
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“Messe tenus propria vive”
Vivi secondo i tuoi proventi affermava Aulo Flacco Persio, poeta satirico latino del primo secolo.
Un giovane di mia conoscenza mi ha raccontato i seguenti fatterelli che gli erano accaduti in tempi diversi.
Presentatosi in banca, gli erano stati proposti, da un solerte impiegato, vantaggiosissimi investimenti con assicurazione sulla loro bontà. A tale sollecitazione egli ha replicato che se i prodotti erano veramente cosi convenienti si chiedeva il perché fossero offerti proprio a lui.
In un secondo tempo, quando decise l’acquisto di una propria abitazione, gli fu prospettata l’opportunità di un mutuo a tasso variabile in quanto più conveniente di uno a tasso fisso. Ringraziando per il consiglio espose le ragioni della propria scelta diversa: essendo stipendiato, quindi con retribuzione fissa e consapevole dell’onere a cui si sottoponeva, per evitare eventuali future, spiacevoli sorprese, optava per un mutuo a tasso fisso.
Ma aneddoti di questo tipo così pure il monito del poeta latino, non hanno mai fatto né opinione né storia: ignorati e dimenticati come lo sono i termini “prudenza” e “buonsenso” i quali, sembra, non far più parte del nostro patrimonio linguistico, tanto scarso è oggi il loro uso.
Per molti, è più facile peccare d’ingenuità e lasciarsi ammaliare da instancabili, suadenti sirene per poi attribuire ogni non positivo esito agli eventi e non alla propria sprovvedutezza.
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