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   A Villa Mondragone in mostra

 gli Acquerelli di Vladimir Khasiev

II

   

di Giancarlo Tammaro

  

  

Villa Mondragone

 

Con la conferenza introduttiva, tenutasi nella storica Sala degli Svizzeri della Villa Mondragone in Monte Porzio Catone (Roma) – sala dove nel 1582 fu promulgato il Calendario Gregoriano tuttora in uso – si è inaugurata la mostra “Acquerelli di Vladimir Khasiev : vedute antiche e moderne”. Si tratta di una mostra antologica e monografica nello stesso tempo su questo pittore, russo di S. Pietroburgo, che a partire dall’inizio degli anni ’80 ha deciso di lavorare e vivere a Roma, ed ha anche preso la cittadinanza italiana, rinnovando così ancora una volta, nella contemporaneità, quella tradizione che per secoli, nei tempi passati, ha visto diventare ed essere considerati romani tanti artisti provenienti dalle più disparate parti d’Italia e del mondo.

 

Un momento della conferenza introduttiva

nella Sala degli Svizzeri.

 

 Organizzata dal Centro Congressi e Rappresentanza Villa Mondragone dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata (attuale proprietaria della Villa stessa), la Mostra si avvale del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Lazio, della Provincia di Roma, del Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali, e del Comune di Monte Porzio Catone.

La conferenza si è aperta, alle 18,30 di venerdì 31 ottobre 2008, con la relazione della dott.sa Liù Catena, Direttrice del Centro Congressi Villa Mondragone, la quale, dopo il saluto agli intervenuti, si è soffermata con giusto orgoglio sui risultati delle mostre organizzate in questa sede dal 2003 ad oggi: ben nove e con un costante aumento del gradimento dei visitatori, passati dai 2000 della prima agli oltre 3500 dell’ottava, conclusasi da appena tre mesi.

  Ha preso quindi la parola il Rettore uscente dell’Università di Tor Vergata, prof. Alessandro Finazzi Agrò, il quale ha sottolineato con soddisfazione la coincidenza dell’inaugurazione di questa mostra con l’inaugurazione del nuovo spazio espositivo della Villa, il lungo “Corridore” – laterale alla  corte  d’ingresso  e  separante  la  stessa  dal  vicino giardino all’italiana – da poco restaurato ed acquisito all’uso  pubblico:  è  lo  spazio destinato alle Mostre e ad un “Antiquarium” che raccoglierà alcuni reperti archeologici rinvenuti durante i lunghi lavori di restauro della villa stessa. Questa sorge infatti, com’era spesso uso nel Rinascimento, su una precedente villa romana, attribuita alla famiglia dei Quintili. Il Rettore ha affermato di essere molto soddisfatto dei risultati ottenuti, sebbene nel suo “fin troppo lungo” mandato (parole testuali) non sia riuscito a vedere realizzato il completo restauro della Villa Mondragone, ed ha ringraziato vivamente e indistintamente tutto lo staff del Centro Congressi e Rappresentanza, diretto dalla dott.sa Liù Catena, per come è riuscito a gestire la villa stessa e a darle una funzione culturale di alto livello.

Nel successivo intervento il prof. Francesco Negri Arnoldi è entrato più specificamente nel merito della Mostra facendo una breve quanto accurata analisi del catalogo della mostra stessa: una bella pubblicazione corredata da immagini di eccellente qualità, che riproducono praticamente tutte le opere esposte, e con interessanti scritti introduttivi sul loro autore, redatti dal collezionista (e amante d’arte) avv. Renato Mammucari e dalla stessa Liù Catena insieme con Stefano Gallo, professore titolare della cattedra di Arte Contemporanea.

Quest’ultimo, nel suo intervento, si è soffermato sulla visione e sulla percezione personale dei luoghi che esprime Khasiev nei suoi dipinti, tema che del resto il prof. Gallo ha trattato nelle sue note introduttive all’interno del catalogo della Mostra. In particolare ha chiuso l’intervento citando una significativa affermazione del pittore, il quale, sollecitato su questo argomento, gli aveva risposto che quando dipinge un paesaggio o un ambiente non lo pensa come un ricordo o qualcosa di distante, ma «in quel momento egli “è” in quel luogo!».

 

Il M.° Khasiev concede autografi al pubblico

la sera dell’inaugurazione.

 

La Mostra fisicamente si snoda nel nuovo spazio del “Corridore”: ambiente chiaramente di forma allungata, come suggerisce il nome stesso, lungo le pareti del quale sono allineati 60 acquerelli che Vladimir Khasiev ha dipinto negli ultimi due anni ed esposti per la prima volta in questa manifestazione, più alcuni, posti all’inizio del percorso, che risalgono al periodo giovanile, agli anni ’70 quando era ancora a Pietroburgo (all’epoca Leningrado).

Qua e là alcuni reperti archeologici, esposti singolarmente o raccolti in teche, ricordano che qui verrà allocato anche il piccolo “antiquarium” di cui si è accennato prima.

Tornando agli acquerelli della Mostra, sono per lo più vedute di Roma e dintorni: tra questi ultimi spiccano Villa d’Este e Villa Adriana a Tivoli e la stessa Villa Mondragone, della quale peraltro Khasiev aveva già dipinto numerosi scorci di interni ed esterni, che già da tempo adornano molte pareti di questo Centro Congressi; sono però presenti anche alcuni quadri con viste di Firenze e Venezia.

I luoghi ritratti sono avvolti o inondati da una luce calda e sempre vivificante, talora come sfumati nella lontananza dietro però un particolare a colori più vivaci in primo piano, il quale ne esalta un senso di quasi surreale astrazione dalla dimensione temporale del presente. La contestuale pressoché completa assenza di figure umane all’interno di queste vedute contribuisce a conferire loro un’apparenza quasi metafisica: non per nulla nel suo intervento alla conferenza il prof. Gallo aveva citato De Chirico e Trombadori.

 

Il pubblico visita la Mostra allestita nel “Corridore”.

 

Ad una ragazza che gli faceva notare quest’assenza il M.° Khasiev – che negli spazi della mostra si prestava affabilmente a concedere autografi e a conversare con i visitatori – rispondeva che quelle viste e quei paesaggi erano quasi sempre privi di figure umane perché così egli desiderava vederli. Se allora si fa un confronto con le vedute di Roma di un altro grande acquerellista di esattamente un secolo fa, Ettore Roesler Franz, si nota che in questo le figure sono molto spesso presenti e, con la foggia delle vesti, gli atteggiamenti e i mestieri che fanno, danno subito una connotazione temporale all’immagine: gli acquerelli di Franz sono come istantanee, che ritraggono i luoghi in quel preciso istante e li fissano in un momento storico ben definito. In Khasiev invece, pur con la stessa dovizia e cura quasi fiamminga dei particolari, vuoi per la luce praticamente priva di riferimenti meteorologici, vuoi per questa irreale assenza delle figure e delle attività umane, che quando raramente ci sono, sono comunque viste da molto lontano, quasi per non percepirne il rumore – e del resto oggi troppo più frenetiche e invadenti sarebbero rispetto a quelle che poteva ritrarre un secolo fa Roesler Franz – in Khasiev, si diceva, le immagini dei luoghi sembrano perdere ogni collocazione temporale.

 Il soggetto antico e moderno, nelle sue vedute, sembrano così avere un’identica storia: essere lì da sempre e non dover mutare mai. Insomma l’immagine è come fissata in un momento di immobilità assoluta, fuori dal tempo che è stato e che verrà: forse un’aspirazione inconscia ad una impossibile realtà eterna ed immutabile.

 

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Le foto sono di Erica Caccin,  per gentile concessione del Centro Congressi Villa Mondragone

 

La Mostra rimane aperta dal 31 ottobre al 21 dicembre 2008 ed è visitabile, ad ingresso gratuito, nei seguenti orari:

da lunedì a venerdì    ore 10 – 16

sabato e domenica     ore 16 – 20

chiusura nei gg. 1 nov. e  8 dic.

 

La Villa Mondragone, immersa in un magnifico parco, è sita in via Frascati, 51- Monte Porzio Catone (Roma)

 

Per ulteriori informazioni consultare il sito:

www.villamondragone.it

 

  

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