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L’alimentazione

a base di patate1

V

   

di Candida Gentile

  

  

Rudolf Steiner tra i numerosi argomenti di cui ha trattato nel corso della sua vita, ha preso in considerazione anche l’alimentazione dell’uomo, rivisitandola alla luce della scienza antroposofica dello spirito.

In questo articolo, dedicato all’alimentazione, seguendo l’Antroposofia prenderemo in considerazione quella a base di patate sottolineando gli effetti negativi che ha sull’uomo, qualora ne faccia un consumo eccessivo.

Considerando che il corpo fisico umano è uno strumento dello spirito, come qualsiasi altro strumento, non serve a nulla se non viene regolato in modo appropriato. Quando il corpo fisico umano non risponde in modo corretto lo spirito umano (l’io) non è più libero di realizzare i suoi propositi, le sue intenzioni, i suoi impulsi; in tal caso rischia di diventare schiavo del proprio strumento corporeo.

Un peso molto rilevante per la buona funzionalità dell’intero organismo umano c’è l’ha l’alimentazione poiché certi alimenti possono indurci ad essere prigionieri e quindi dipendenti dal nostro organismo corporeo. L’uomo di fatto può minare la sua autonomia interiore mediante una scorretta alimentazione e pertanto può divenire l’espressione di ciò che mangia. Al riguardo diversi sono gli alimenti che lo rendono dipendente dal suo strumento organico.

 

Pianta di patata

(solanus tuberosum)

 

La scienza dello spirito antroposofica per le sue conoscenze approfondite sulla natura umana e dell’azione che svolgono gli alimenti sulla intera costituzione può essere di guida all’uomo per la scelta di una corretta alimentazione che non lo renda schiavo del proprio corpo e non diventi appunto l’espressione di ciò che mangia.

Nella scelta della propria alimentazione l’uomo, che conosce la vita spirituale, può essere libero ed indipendente sì che ciò di cui si nutre non lo impedisca nell’essere e nel divenire quello che potenzialmente potrebbe essere.

L’uomo, necessitato a nutrirsi continuamente, deve scegliere accuratamente gli alimenti, per non incorrere nel pericolo di rendere l’organismo inadeguato a svolgere sanamente la sua funzione di strumento dello spirito umano.

Perché ciò avvenga non è sufficiente ricercare solo le sostanze di cui ha bisogno ma è necessario conoscere quale reale funzione hanno i cibi che ingerisce ed in che senso essi vengano impiegati nell’organismo umano.

In questo contesto prendiamo in considerazione l’alimentazione a base di patate, per cogliere alla luce della scienza dello spirito antroposofica a cosa può andare incontro l’uomo, qualora ne abusi.

La patata, originaria della regione andina del Perù, della Bolivia, del Cile, nella seconda metà sec. XVI stata importata in Europa dalla Spagna.

Ritenuta in un primo tempo solo una pianta medicamentosa venne usata per qualche tempo a questo scopo. Nei secoli XVII e XVIII, quando essa si era diffusa ormai in tutta l’Europa, si scoprì anche il suo uso alimentare. A seguito di alcune carestie verificatesi e durante la guerra dei Trent’anni e nel 1663 in Irlanda il suo uso come alimento, si estese di molto.

Cerchiamo ora di caratterizzare la patata come si presenta in natura.

La patata appartiene alla vasta famiglia delle solanacee. E’ un tubero, cioè un gambo sotterraneo, ingrossato, globoso od ovoidale, rivestito di una buccia più o meno ruvida e variabile di colore dal giallo al bruno, alla quale sono attaccate le radici che vengono rimosse con la sbucciatura. Il tubero è l’unica parte della pianta che è commestibile e può essere consumato solo previa cottura. È sconsigliabile cibarsene se rinverdisce o germoglia, perché si può formare una certa quantità di solanina che è dannosa. Oltre al bulbo interrato, la pianta della patata presenta le seguenti caratteristiche: fusto verde peloso, dapprima eretto poi prostrato, foglie alterne diseguali, pelose, con fiori in cima bianchi, violacei, rosati. Il frutto che da essi discende è una bacca giallastra non commestibile che come tutte le parti aeree è velenosa per la presenza di un gluco-alcaloide, la solanina.

La patata contiene: circa il 75% di acqua, il 15-20% d’amido e quantità variabili di sali minerali (fosforo, potassio calcio e ferro), enzimi e proteine, per le sostanze ed il loro dosaggio, può essere considerato un buon alimento, però….!

R. Steiner fa presente che gli alimenti hanno un grande interesse storico, per cui a riguardo della patata, pone la seguente domanda: Che significato ha per l’europeo che con l’importazione della patata ha imparato a mangiare un gambo ingrossato?

La sua risposta è che nonostante la patata comprende quasi tutte le sostanze di cui l’organismo umano ha bisogno, mangiando patate e molte la nostra testa non ha alcun nutrimento poiché questa, nella testa, rimane nell’atto della digestione.

Cosa vuol dire con questa affermazione?

L’autore nei suoi scritti ci ricorda che le popolazioni europee, da quando hanno inserito massicciamente nella loro alimentazione il consumo di patate non nutrono più il loro cervello e ciò ha delle conseguenze. Il cervello dell’europeo, con l’introduzione dell’alimentazione a base di patate è diventato meno capace di svolgere la sua funzione pensante. Quale ne è la causa?

 

Fiore della patata

 

La patata, ci informa Steiner, giungendo nello stomaco e nell’intestino non viene del tutto digerita, ma attraverso il sangue giunge al cervello; qui prosegue l’elaborazione dell’amido in essa contenuto trasformandolo in zuccheri che per loro natura tendono alla fermentazione. Il processo fermentativo viene combattuto dalle forze dell’io presenti della testa; successivamente gli zuccheri vengono inviati nei vari distretti del corpo. A questo punto però, poiché il cervello lavora moltissimo per evitare la fermentazione degli zuccheri, il consumo esagerato  di patate lo danneggia soprattutto  nelle  sue parti mediane rendendolo debole. Dovendo poi la parte mediana del cervello svolgere due funzioni: elaborazione (digestione ) e distribuzione al corpo delle sostanze nutritive, si esaurisce e di conseguenza non riesce a svolgere la sua peculiare attività pensante2. In questa situazione accade che all’uomo per pensare rimangono solo le parti anteriori del cervello che poco sono coinvolte ad impedire la fermentazione delle patate.

La conseguenza di quanto fin qui detto è che l’europeo mangiando patate ha finito per perdere sempre più la capacità di pensare con il cervello mediano ed usando solo il cervello anteriore per pensare, ha subito un grande impoverimento nel pensare stesso, poiché privato dell’apporto del pensare interiore proprio del cervello mediano; l’uomo europeo è diventato intellettualistico e materialistico. Usando solo questo tipo di pensiero, ci dice Steiner l’europeo ha dimenticato il suo rapporto con l’intero cosmo ed isolandosi da esso, tende a disconoscerlo giungendo fino al punto in cui si rifiuta di pensare che, quale essere spirituale, dipende dall’intero universo e non solo dalla Terra.

L’autore fa risalire lo sviluppo e diffusione del pensiero materialistico in Europa proprio ai tempi in cui in questo continente si è assunta la patata nell’alimentazione.

Le patate sollecitano soprattutto la lingua e la gola più che il cervello a pensare e pertanto fanno diventare pigri nel pensare.

Come più sopra abbiamo appreso, nell’alimentazione a base di patate, il cervello è intento soprattutto a digerirle; di conseguenza i carboidrati contenuti nelle patate, utili per molte funzioni corporee, non giungono in quantità giusta al corpo e ciò ha delle conseguenze.

Se i carboidrati delle patate rimangono in certo modo prigionieri nella testa, la componente umana3, da cui si sviluppano le sensazioni interiori che fanno muovere le braccia e gambe, non riceve le giuste forze; pertanto il soggetto che assume massicciamente patate, con il trascorrere del tempo giungerà ad avere una debolezza tale per cui i suoi arti non riusciranno quasi a muoversi.

Ma può accadere anche dell’altro.

Con una massiccia e prolungata assunzione di patate poiché i carboidrati non vengono assunti nel modo giusto dal corpo viene ad indebolirsi anche la coscienza di veglia,con la conseguenza che si tende a dormire sempre di più.

Un’altra conseguenza del prevalere delle patate nell’alimentazione è che il cervello mediano svolgendo una funzione molto faticosa ed a lui estranea, deperisce; poiché in questa zona sono presenti gli organi di senso più importanti, perfino questi si possono indebolire, in special modo è stato osservato l’indebolimento della vista. Alcune malattie degli occhi che si manifestano nella vecchiaia hanno origine nel fatto che il soggetto è stato allevato proprio da bambino con troppe patate. Al riguardo, dichiara R. Steiner che, prima dell’introduzione delle patate in Europa, gli uomini erano meno deboli d’occhi. Il fenomeno deriva dal fatto che oltre alle altre cause che agiscono sugli occhi, la patata agisce in modo più massiccio su di essi e sulla capacità visiva.

L’alimentazione a base di patate disturba anche il senso del gusto: si hanno precise conseguenze se un bambino mangia molte patate nell’infanzia poiché da adulto perde la capacità di capire quando è sazio, perché il suo gusto ne risulta guastato.

Pure l’istinto legato al cervello medio si guasta e questo fenomeno, afferma l’autore si è sviluppato in modo molto forte nell’età moderna.

L’indebolimento organico a causa della carenza di carboidrati nel corpo, per il prevalere dell’alimentazione a base di patate, può giungere ad influire anche sugli organi riproduttivi femminili, paralizzandoli; in tal caso la situazione diventa ancora più grave. Vediamo cosa succede in particolare.

L’uomo non discende solo dai propri genitori ma, per la componente psico-spirituale (anima ed io), proviene anche dal mondo spirituale4 e con questa si unisce a quella componente che proviene dagli antenati. Se la madre nella sua fanciullezza o giovinezza ha assunto molte patate, accade che dal concepimento si sviluppa un embrione umano predisposto a lavorare eccessivamente con la testa.

Vediamo che ruolo svolge nel feto lo psico-spirituale.

Si conosce che dell’embrione la parte più sviluppata è la testa: L’animico - spirituale quando penetra nell’embrione si posiziona nel capo per elaborarlo. Se l’animico spirituale trova nella testa ciò che deriva dall’alimentazione materna corretta, riesce a plasmarla bene; se al contrario incontra nell’utero materno una testa sviluppatasi grazie ad una alimentazione in prevalenza di patate, non riesce ad avvicinarsi ad essa, in quanto la patata, formandosi nella terra al buio, non è imparentata con lo spirito. L’essenza umana (lo psico-spirituale) scende dal mondo spirituale e trova una testa che in effetti è stata formata dall’oscurità. Lo spirito umano pertanto non riesce ad avvicinarsi e quindi a plasmarla convenientemente, (comprimendo l’acqua, presente in abbondanza nella testa embrionale), la conseguenza è che l’embrione, esagerando, presenta una testa grandissima, poiché nel capo embrionale cresce solo la componente fisica; così il bambino alla nascita presenta una specie di idrocefalo.

I danni subiti dal nascituro non sembrano fermarsi all’idrocefalo per la ragione che l’uomo essendo un essere quadripartito, le singole componenti, alla nascita non presentano lo stesso grado di sviluppo, pertanto specifici deficit possono apparire, man mano che esse maturano; in ogni caso chi subisce un’alimentazione a base di patate nasce già non abbastanza forte nella vita.

Alla osservazione di chi afferma che non tutti alla nascita presentano una testa idropica, R. Steiner risponde che ciò è vero perché altre forze vi si oppongono così che la testa alla nascita non è più grande come avviene nell’embrione, ma una volta nata tuttavia non è capace di assorbire acqua e patate. Alla nascita può anche diventare piccola, ma rimane lo stesso idrocefala.

L’autore ancora fa presente che è essenziale osservare come nella nostra epoca, nella quale si consumano molte patate, le teste fetali sono comunque troppo grandi, possono anche rimpicciolirsi, tuttavia rimangono idrocefale. Ma proprio questo rimpicciolirsi prima della nascita è secondo Steiner dannoso perché non sono più capaci di afferrare quel che è giusto, ma solo l’aspetto materiale delle cose. Nell’individuo nato non si rileva l’idrocefalo solo nelle dimensioni, il punto è soprattutto

se l’acqua è attiva nel modo corretto o se opera qualcosa d’altro.

 

 

Note:

1)   cfr Enciclopedia Grolier.

   R. Steiner:Alimentazione e coscienza Ed. Basaia Aprile 1989.

   R. Steiner: Igiene,problema sociale, Ed. Antroposofia MI.

   R. Stener: Come si giunge alla visione del mondo spirituale (respiro umano e

         respiro cosmico - significato dell’alimentazione), Ed Antroposofia MI 1994.

   R. Steiner: Problemi dell’alimentazione, ed. Antroposofia MI.

2)   Il pensare interiore si svolge nel cervello mediano.

3)   La componente sensitiva-emotiva.

4)   Anche la scienza ordinaria afferma che, ad un certo momento dal concepimento,

       la componente psico-spirituale (persona) penetra nell’embrione.

 

  

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