pagina iniziale articolo successivo
|
All’Istituto Slovacco in Roma le opere di MILAN LALUHA
|
II | |
|
a cura di Raffaele Mario Caldana
|
||
|
Milan Laluha
Un’esposizione importante quella inaugurata Giovedì 27 Settembre, che sarà fruibile fino al 21 Ottobre 2007, nelle accoglienti sale di rappresentanza dell’Ambasciata e dell’Istituto Slovacco a Roma ove numerose e significative opere del pittore Milan Laluha, artista tra i più rappresentativi dell’arte moderna slovacca, sono state offerte all’apprezzamento dei numerosissimi ospiti intervenuti anche in occasione della concomitante celebrazione della Costituzione Slovacca: Festa Nazionale della Repubblica.
Dopo il breve saluto d’accoglienza che l’Ambasciatore S.E. Stanislav Vallo e del Direttore dell’Istituto dott. Miroslav Musil hanno rivolto alle Autorità, al Corpo Diplomatico ed ai presenti tutti, la dott.ssa Katarina Bajcurová, Direttrice della Galleria Nazionale Slovacca, ha presentato la figura e l’opera dell’artista al quale è stata dedicata la mostra.
Milan Laluha: “Composizione” 1965 (Dalla collezione della Galleria Nazionale Slovacca)
Nato nel 1930 e formatosi all’Accademia di Belle Arti di Bratislava negli anni 1950 - 1955 Milan Laluha, assieme ad altri giovani artisti sensibili ad una maggiore autonomia e libertà espressiva, aderì al Gruppo di Mikuláš Galanda, movimento d’avanguardia artistico-sociale che opponeva un’arte dalle forme “decise e semplici” al realismo dogmatico imposto dal regime socialista. Tale movimento non poteva essere che inviso alle autorità politiche dell’epoca e, pertanto, fu sciolto ed i suoi aderenti dichiarati non graditi al regime. Alla Biennale di Venezia, del 1966, l’opera “Villaggio Mičiná” valse a Milan Laluha il “Premio Osvaldo Licini” unitamente al favore della critica italiana. Pur vivendo a Bratislava è Dolná Mičiná, un villaggio situato nella Slovacchia centrale dove ha trascorso la sua fanciullezza, che l’artista deve tanta parte della sua ispirazione. Alcune opere di Milan Laluha sono ospitate nella Galleria Nazionale Slovacca; la Dott.ssa Bajcurová ha anche ricordato che il monumentale arazzo, la “Valle del fiume Vàh”, che adorna una delle grandi sale di rappresentanza dell’Ambasciata è opera dell’insigne artista. Milan Laluha trovò ben presto una forma espressiva originale e personalissima la quale è stata definita “formula dell’immagine laluhiana” caratterizzata da elementi geometrici semplici dai colori vivi, ma mai esasperati, i quali sapientemente coniugati rendono le immagini con una profondità plastica quasi tridimensionale, il cui “risultato - come la dott.ssa Bajcurová ha identificato - sta nell’immagine che si muove sullo strano confine che raffigura e non raffigura, sul confine che raffigura e non raffigura, sul confine di un tema tradizionale e una forma non tradizionale e moderna, sul confine dell’arcaismo e l’innovazione. L’immagine come un’eccezionale finzione visuale e, contemporaneamente, una metafora poetica”.
Milan Laluha:”Sfera” 1969 (proprietà dell’autore)
I soggetti rappresentati nei dipinti di M. Laluha si possono ridurre - ha continuato la Direttrice della Galleria Nazionale Slovacca - a limitati elementi: il villaggio nelle sue diverse condizioni di luci notturne e diurne, alberi, nature morte e figure umane. Sono elementi sempre “presenti nelle siluette basilari, come segni universali, archetipi dell’umanità”.
La visita alla mostra si rivela un’interessantissima esperienza estetica e perché no anche spirituale: una profonda immersione in un mare di forme e colori che contribuisce ad affinare gusto e sensibilità ed a proiettare la fantasia in spazi inconsueti e dimensioni inaspettate.
|