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Recensione

IX

di M.  S.  P.

 

Ad Anzio Sabato 11 Agosto 2007 nel Salotto "Pignatari & Salvi-Moro", il pianista FALIERO BONCIANI ha suonato musiche di Mendelssohn; Schumann e Liszt.

 

Dopo la presentazione orale di autori e brani dello stesso Bonciani, questi iniziava l'Incontro con sei composizioni di Mendelssohn. Le prime tre erano le "Barcarole veneziane Opp. 19 n. 6; 30 n. 6 e 62 n. 5". Lavori ariosi, di semplice espressività che il concertista porgeva all'uditorio assai composto e assorto nell'ascolto di queste musiche così obliate dai solisti. Pagine dagli umori romantici, serenanti, cantilenanti.

 

 Seguivano gli altri tre lavori e cioè: le "Romanze Opp. 53 n. 2; 62 n. 1 e 62 n. 3". Melodie d'impegno complesso per situazioni esecutive dense di caratteristici umori. La prima, dalla curiosa impostazione ritmica per i contrasti fra canto e accompagnamento. Un modo esecutivo anche in disaccordo fra le due mani, ma al servizio di un'idea musicale espressiva e variegata. Come dire melodia in tempo pari e sostegno armonico dispari. I1 secondo pezzo s'imponeva attraverso una interiorità di fraseggio con essenze armoniche introspettive. La cantabilità nobilissima che si rileva in questo brano ne fa un bellissimo esempio di "Romanza senza parole" con cui Mendelssohn codifica tale raccolta di musiche. Eppoi la famosa "Marcia funebre", valida pagina dal tratto maestoso e da considerarsi momento meditativo di concettualità filosofica. 

 

E dopo, sei componimenti musicali di Schumann di cui tre dall'Op.12 (Phantasiestücke)). Ossia: "Des Abends"; "Warum?" e "Aufschwung". Pagine presentate al pubblico con un fare di grande emozionalità e fascino a cui il solista ha rivolto spiccata attenzione indugiando su certi passi salienti. 

 

A seguire "l'Op. 28 n. 23; "Widmung" e la "Novellette Op. 21 n. 7". La prima Romanza è stata resa con distinzione spirituale e notevole valenza evocativa; Widmung, brano trascritto dal Bonciani da un Lied schumanniano, e stato impresso con sensibilità palpitante e teneramente offerto attraverso una interpretazione di superba propensione romantica. Invece di impegno sostanzialmente molto difficile, la Novelletta Op. 21 n. 7, fitta d'intenzionalità virili, marziali, maschie, con spunti contrappuntistici accentrati su passaggi melodici sostanziali. Degno di nota l'intermezzo di natura intimistica che interrompe la burrascosa pagina musicale per poi riepilogare e concludere con la tematica agitata. Le sei "Consolazioni" lisztiane (richiestissime) completavano la Manifesta­zione con il rigore di un pianismo elegante, dolce, scorrevole e vario. Una seria escursione musicale ricca di preziosità, di seduzioni, di estatiche soluzioni, di altissime impressioni spiritua­li. Una condensazione satura di fantasie poetiche finemente esposte con particolare cura.

 

Un Bonciani in gran forma davanti alla tastiera in maniera impecca­bile e tutto rivolto alla musica con la semplicità, la naturalezza, che questa comporta. I1 Bonciani dava al concerto una fisionomia d'altri tempi, "tempi di quando la musica la si ascoltava con la devozione che le è dovuta e dove l'esecutore-interprete è tutt'uno con l'autore; dove l'esecutore-interprete vigila che il suo intervento artistico  non sommerga il pensiero originario del compositore; dove l'esecutore-interprete sia, veramente, il tramite fra lo scrittore del brano e colui che siede al pianoforte. E questo per dare al pubblico la bellezza di un ascolto sentitamente efficace" (Ullu).

 

Tale il Bonciani che -ripetiamo- ha dato alla Manifestazione lo spirito artistico di un "evento" denso di sensazioni trascendentali di cui si fregia la Musica. Quella con la lettera maiuscola.

Ci sovviene di Ferruccio Busoni: "Non la musica è la 'messaggera del cielo' come dice il poeta. Messaggeri del cielo sono appunto quegli eletti, cui grava l'alto ufficio di recarci attraverso gli spazi infiniti qualche singolo raggio della luce primigenia. Sia gloria al profeta".

Poi party ed un parlare con il Bonciani del suo studio "matto e disperatis­simo”, che implica un incredibile ma riflessivo orario giornaliero d'applicazione, e di quegli Insegnanti che hanno maggiormente influenzato la sua metodologia artistica: i Maestri Ullu; Ceccarelli e Michelangeli.

 

  

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