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“Vita nuda,, espressioni autobiografiche attraverso la pittura ad olio Prima esposizione personale della pittrice Cinzia Iacoangeli
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a cura di Anita Suppa |
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Cinzia Iacoangeli è nata a Roma, ha studiato presso il I Liceo Artistico Ripetta. Ha frequentato il CISIM di Ravenna ed ha lavorato come apprendista in vari studi, laboratori e botteghe d’ Arte di Roma. La pittura ad olio, il mosaico, la fotografia, la scultura, il restauro del legno fanno parte del suo bagaglio artistico.
"Ho deciso di uscire dal guscio": con queste parole Cinzia Iacoangeli apre il catalogo che accompagna la sua prima mostra personale, presso la galleria rgb46 di Roma (28/9–5/10/2007). Osservando le opere si ha davvero la sensazione di una apertura, di un’uscita da un fertile nucleo interiore verso il mondo esterno. L’artista getta il proprio cuore, non solo il suo volto e il suo corpo nudo, davanti ai nostri occhi. Con un atto di coraggio e con mano veloce e sicura si autoritrae così com’è, senza riserve o inibizioni. Ciò che si può cogliere della sua essenza è la forza, ma anche la delicatezza, l’ironia ma non per questo una minore profondità, la sensualità e al contempo la purezza. Così, attraverso la propria esperienza artistica e personale, giunge ad incarnare ancora e come sempre l’eterno femminino: è donna, madre, madonna. Nel suo tratto fresco e diretto è possibile riscontrare lo studio e l’apprezzamento per l’Espressionismo tedesco, in particolare per le tinte drammatiche di Kirchner e per le figure cariche di pathos di Schiele. In questo autoritratto a 360 gradi vari sono i temi, che riflettono i diversi punti di osservazione o meglio di auto osservazione. Ad esempio ne “Il risveglio” è evidente il rimando e l’interesse per la spiritualità orientale, che nel catalogo l’artista sceglie di citare in piccole perle, tratte soprattutto da Krishnamurti.
Fig.1 – “Il volo” cm 170x90
Ne “Il volo” (fig.1) l’attenzione non è rivolta al momento e all’atto stesso del volare ma a ciò precede: la concentrazione e il raccoglimento necessari. Altro tema spesso ricorrente è quello della maternità, proprio perché vissuto intensamente in prima persona, non solo sulla tela ma anche nell’unica, per ora, scultura. Ne “La busta” (fig.2), se da una parte le sfumature del volto della donna e del bambino richiamano quelle di Medardo Rosso, la sintesi e il peso fisico della composizione si avvicinano alla poetica del Rodin dei “Martiri di Calais”. Nelle tre dimensioni, padroneggiate con sicurezza, l’artista continua lo studio dei legami, dell’energia che scorre tra i protagonisti e che si riflette in una perfetta simmetria. La struttura triangolare rievoca una sorta di moderna trinità nella quale la madre rappresenta l’origine, il bambino è la vita, e la busta il mondo.
Fig.2 – “La busta” argilla cm 21 * * *
di Cinzia Iacoangeli hanno scritto:
"Cinzia attraverso la pittura rappresenta soprattutto se stessa. Quando le ho chiesto perché ama dipingere mi ha risposto così: E' un bisogno, forse una cura. Credo che l'esigenza artistica di Cinzia scaturisca da un assoluto bisogno di "mettere a nudo" la propria personalità, le proprie esperienze di vita, i sentimenti più nascosti, l'interiorità del suo essere. La sua personale ricerca tende a rappresentare congrande forza ciò che risiede nelle profondità dell'animo umano e che chiede di essere esternato, portato alla luce, liberato dalle prigioni della paura e della vergogna. Credo sia questo il messaggio. Le sue opere sono un omaggio alla libertà espressiva, al fascino scaturito da un uso estremamente originale del colore, alla creatività che emoziona, ad immagini vive che evocano sempre qualcosa, ma non possono lasciare, nessuno di noi, nell'indifferenza". Cristina Carbone
"Tutto è racchiuso in una mano. Tutto è riassunto in un semplice quadro: la Vita. In un trionfo armonioso di colori ogni lavoro rappresenta un frammento di vissuto, ogni opera raffigura ciascuno di noi, per lo meno in qualche aspetto. La fanciullezza e la maturità, l'ordine ed il caos della quotidianità, la felicità e la sofferenza, la disperazione e la gioia, i momenti gravosi e quelli sereni vengono espressi da un'angolazione fortemente femminile che descrive la totalità degli eventi in maniera assolutamente singolare. I volti ed i corpi nudi immersi in distese di colore, gli elementi significativi ridotti al minimo, regalano ad ogni quadro il sapore inconfondibile della "bellezza dell'esistenza" in tutte le prospettive". Silvia Grillo
"Ecco una ricercatrice! E' così perché questo traspare nelle sue opere introspettive e talvolta ossessive nell'osservazione di particolari emotivi che rievocano antiche sensazioni e turbolenze che vengono studiate, analizzate, esplorate con pazienza, stupore e persino con pervicace ostinazione. Nel perpetuare queste emozioni e riesaminarle da altre angolazioni, nel cercare qualche passaggio dubbio, intricato, misterioso, si esplica la sua incessante ricerca fatta di coraggio e di magico candore". Rosa Borsini
"E' la stella della mia vita. E' il più caotico intrigo di emozioni che una donna può contenere. La sua arte, così come la sua vita, è immersa nella manifestazione ardita di ciò che sente nel profondo. Tenera ed irascibile, lunatica e possente riesce con estrema naturalezza a suscitare riflessioni ed inquietudini presenti in ciascuno di noi. Non c'è vergogna, né ipocrisia. Non c'è finzione ma esternazione sincera di frammenti di un vissuto profondamente personale ed intimo. E' l'immediatezza che mostra ciò che ama, è libertà che esplode senza restrizioni e chiusure. E' un invito senza indugi che sfida la pigrizia intellettuale e ci conduce ad un'introspezione che trasporta tutti noi verso l'inatteso. E' la speranza che tende sempre al miglioramento delle nostre capacità, è il grido di disperazione verso una percezione più autentica delle nostre gioie e delle nostre paure. E' un'arte indomita e piena di passione, che chiede di essere compresa attraverso la sensibilità del cuore, che ci conduce in un viaggio alla ricerca delle nostre origini, di ciò che siamo o che siamo stati. E' il richiamo ad una umanità perduta, una dolce nostalgia verso ciò che riesce ad emozionare, che fa vibrare di meraviglia i nostri gesti, che rende il nostro percorso in questa breve esistenza, veramente degno di essere vissuto". Sonia Iacoangeli
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