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Redazionale
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I | |
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Raffaele Mario Caldana
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… non facciamo buoi capi di buoi e capre di capre … Platone: Leggi, IV
Quale miserevole spettacolo offre una classe politica che non si distingue elevandosi per capacità e qualità morali dalla società da essa governata ed amministrata. Ma se avesse ragione quel politico di primario livello che, ad una domanda, in sintesi si espresse col rispondere che “gli uomini che occupano seggi in governo ed in parlamento rispecchiano la società che rappresentano” allora si sancirebbe implicitamente il principio che gli elettori hanno quello che si meritano e pertanto non sono legittimati a lamentarsene. E se ciò corrisponde a verità, si continua a scegliere a capo “della mandria” dei buoi non dei solerti, capaci mandriani e al capo “del gregge” delle capre non dei pastori che conoscono le esigenze e s’adoprano per il bene del gregge. Povero Platone che, già più di duemila trecento anni fa, affermava che i governanti dovessero avere qualità superiori per poter così procurare la pace, il pudore, la giustizia ed il buon governo. Che dire poi delle esortazioni d’Isocrate (436-338 a.C.): “Bisogna che voi (cittadini) non prestiate ascolto a coloro che al momento vi lusingano e non si danno pensiero del futuro” ed in seguito “… ma la cosa che più stupisce è il fatto che date la responsabilità politica non coloro che hanno lo stesso discernimento di quelli che hanno fatto grande lo stato, ma coloro che dicono e fanno le stesse cose di quelli che lo hanno portato alla rovina…” Possibile che il buonsenso sia andato perduto e tanti secoli siano trascorsi inutilmente? L’identità sociale italiana, la nostra identità, si sta velocemente rarefacendo, i valori che costituivano la sua colonna vertebrale sono stati scientemente demoliti e sostituiti dal più gretto individualismo. Non soltanto la disillusione, il malessere, l’amarezza nei confronti della politica e delle istituzioni in genere ma, purtroppo, anche la rassegnazione sta contagiando quella maggioranza di cittadini che, nonostante tutto, continua a sperare e lavorare onestamente: ma questa è una maggioranza silenziosa che, non lasciandosi abbagliare da valori effimeri e dalle piccole e grandi menzogne, è trascurata dalle fonti d’informazione tanto da sembrare inesistente. Ma che fare in una situazione esiziale come questa dove anche la “Cultura”, quella vera – quella che è patrimonio non mera speculazione, che è sostanza e non apparenza; quella Cultura che ha fatto primeggiare tra le altre nazioni questo nostro povero paese – la quale, lasciando il posto alla più crassa ignoranza, è destinata ad essere relegata nel limbo del non senso a fare, per così dire, buona compagnia all’Onestà, alla Rettitudine, alla Giustizia ed a tante altre qualità positive.
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