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Riceviamo e pubblichiamo da Via Etere per la prima edizione di:
“Una vita da Ultrà” |
VIII | |
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Alla luce dei tragici fatti di cronaca di questi giorni ci sembra importante segnalare un altro tragico evento poi sfociato in un libro molto significativo per comprendere il mondo ultrà. Il libro in oggetto, è stato pubblicato come libro celebrativo per il primo anniversario della morte del capo ultrà Emiliano del Rosso, morto in un incidente stradale il 7 dicembre del 2004. La particolarità e il risalto mediatico che ha avuto il tragico evento è dovuto, oltre alla notorietà del personaggio all’interno del mondo ultrà, alla particolarità, della celebrazione funebre, che in omaggio al tifo organizzato e perchè chiesto da Emiliano, prima della tragedia, è stato celebrato all’interno dello stadio Castellani di Empoli dove il coinvolgimento e la partecipazione del mondo ultrà e dei mezzi di comunicazione è stata altissima. La particolare celebrazione, la prima nel nostro paese, ha ovviamente avuto una risonanza all’interno dei gruppi ultrà che, grazie ai mezzi di comunicazione e soprattutto ad internet ha portato ad avere testimonianze di stima e solidarietà da tutto il mondo, quindi ha visto coinvolti nell’evento commemorativo la stragrande maggioranza dei gruppi ultrà di tutto il mondo. Da qui nasce il libro celebrativo, dalla volontà dei genitori, del coordinamento tifosi empolesi e da qualche amico, di sviluppare e divulgare l’importantissimo “segnale” scaturito. Il libro di 160 pagine racchiude un’ampia raccolta fotografica a colori delle varie fasi della vita di Emiliano, compresi i passaggi più tragici del funerale, e foto di striscioni di testimonianza, esposti nei più importanti stadi italiani, una parte di commenti di giornalisti ed addetti ai lavori, e il grosso del libro è stato scritto, ma più che scritto, inserendo una raccolta di testimonianze che i vari gruppi ultrà sparsi per il mondo e da tutti i tifosi legati alle società italiana, hanno inserito sul “muro” del sito dei “Rangers” solo nel giorno dell’anniversario, dal Milan al Palermo, dal Catania all’Atalanta, dal Pisa al Genoa, dal Basilea al Bordeaux dal Chicago al Berna, e avanti…. Il libro però non ha solo uno scopo celebrativo, leggendo i messaggi contenuti, fa uscire un quadro molto diverso da quella che è l’idea comune del mondo ultrà, e questo è il vero importante messaggio che scaturisce. Gli incassi del libro, (le copie stampate sono già esaurite) non hanno avuto un prezzo di copertina, ma è stato distribuito dal coordinamento tifosi empolesi chiedendo un contributo utilizzato per l’acquisto di apparecchiature mediche per la pediatria dell’ospedale di Empoli.
(…) La retorica non è il mio forte, ma questa è la vita, nella sua incomprensibile e spesso iniqua logica, cosa dire per commemorare un “giovane” nel giorno del primo anniversario della morte, cosa dire per dare un segno di solidarietà alla famiglia, vi immaginate i sentimenti di un padre, di una madre, al momento dell'annuncio della “sentenza divina”, già eseguita, che sia fatalità, destino, o altro, il risultato non cambia, credo che su questa terra non esistano parole possibili per dare senso ad un evento così tragico, non solo per chi se ne Va, ma soprattutto per chi rimane, il babbo la mamma, il fratello, la moglie in “dolce” attesa e il futuro figlio……. Non ho parole, Ciao Emiliano! La “partita” della vita per Emiliano, si è conclusa, e ci auguriamo tutti che adesso “viva” in pace e tranquillità nel Paradiso degli ultràs, concetto che oltretutto è uscito più di una volta nei messaggi di condoglianze, nonostante la visione ipoteticamente atea dei gruppi ultràs. Il segnale scaturito e lanciato da questo tragico evento, forse come eredità, rimanga, sia preso per esempio e portato avanti. Pensando da non ultrà e leggendo queste poche pagine “di vita vissuta” prima di inviarle alla stampa, non avendo mai messo piede in curva, e conoscendo il mondo ultrà, solo “per sentito dire” ho notato, e probabilmente capito, con molto piacere, che l'eredità uscita dal “fattaccio” al di là della tragicità della morte, è un eredità pesante, importante, piena di valori, le testimonianze che sono uscite, in modo trasversale dai gruppi di tifosi sparsi per tutto il mondo, dagli USA, all'Asia, all'Europa, a tutti i gruppi Italiani, sono messaggi importanti, parole e concetti profondi di: solidarietà, rispetto, amicizia, onore, libertà, che oltre ad ogni rivalità spesso estremizzata nella “lotta” per il tifo alla propria squadra del cuore, ha trovato un importante sorta di unione mondiale e multimediale, grazie anche alle nuove tecnologie e internet, nella logica di uno spirito di gruppo, di appartenenza, della ricerca, intrinseca nell'uomo, di identità, che probabilmente, grazie a questo evento, e questa volta è il caso di vedere la tragedia in modo positivo, è servito e servirà a dimostrare che nonostante tutto, e questo è il “miracolo”, in momenti particolari ci può essere sempre un accordo, un dialogo, uno spirito di amicizia e di solidarietà, se non altro i gruppi ultràs ci hanno fatto vedere un lato della medaglia che in questo mondo di egoismo e apparenza, non siamo abituati a vedere, oltre ad esprimere un fondamentale concetto: anche il calcio può essere “vissuto” pur nella diversità ed estrema rivalità, sotto un'unica bandiera. E questo è il mio augurio, grazie, grazie ad Emiliano, questo lo dobbiamo a lui, alla sua serietà, agli ideali in cui ha creduto, al carattere e all'impegno che ha avuto nel portare avanti, nella sua breve vita, il progetto ultrà. Questo libro che, vuole si essere una commemorazione nel ricordo di Emiliano “il Grande Orso” ma soprattutto essere, come una Fenice, un messaggio di rinascita, per la nostra vita, per la nostra fede, con uno spirito di fratellanza. Qui inizia una nuova “partita” tutta da “giocare”, qualcuno prenderà il testimone, qualcuno o molti l'hanno già preso, questa è la logica di vita che ci piace, una logica per “fare, costruire” con amicizia, solidarietà, inseguendo anche un ideale qualunque esso sia, ma privilegiando i rapporti umani, la persona nel suo essere, a prescindere dal “colore” della pelle o della maglia, per noi e soprattutto per la più importante eredità lasciata, suo figlio…….. Grazie a tutti. Paolo Lunghi
Questo libro è un passaggio importante che può aiutare a capire, ha visto proprio questo mondo protagonista, unito, pieno di valori solidarietà, rispetto, amicizia, onore, libertà, concetti che normalmente non “trapelano” dagli spalti delle curve.
Una breve presentazione foto su: http://www.viaetere.net/?Una_Vita_da_Ultr%E0
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