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Gli esseri elementari della natura1 |
XI | |
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di Candida Gentile |
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Fiabe, miti, leggende, parlano di impercettibili esseri che una tradizione antica, chiama gnomi, coboldi, ondine, nani, silfidi, fate, salamandre etc. Questi esseri, per mezzo delle fiabe raccontate ai bambini, hanno educato molte generazioni alle meraviglie della natura, hanno acceso la loro già fervida fantasia. Ancora oggi lo fanno, anche se il popolo dei piccoli ascoltatori si è notevolmente ridimensionato e ciò, come gli accadimenti quotidiani che vedono coinvolti i bambini ci mostrano, è una disgrazia. In questo breve articolo mi propongo, con l’aiuto delle conoscenze della scienza dello spirito antroposofica, di svelare la loro realtà. Nei tempi antichi l’umanità, essendo dotata di chiaroveggenza per il non percepibile dai sensi fisici, vedeva, quindi conosceva, questi minuscoli esseri presenti nel regno della natura vegetale, ne conosceva la loro costituzione e la loro opera in questo regno. Con il trascorrere delle epoche, l’evoluzione spirituale, ha portato l’umanità a perdere la chiaroveggenza per l’aggiungersi alla sua costituzione degli organi di senso fisici, che tanta parte hanno per l’uomo contemporaneo. Gli esseri elementari pur non essendo oggi a noi visibili2, la loro azione penetra profondamente dentro il nostro mondo. Sono presenti, sotto i più diversi aspetti, nello spazio spirituale che ci circonda. A volte vengono chiamati anche spettri della natura. Persa la chiaroveggenza, agli uomini delle epoche passate ne era rimasto il ricordo. Proprio questo loro ricordo rinveniamo nelle fiabe, nei miti, nelle leggende, non solo dei tempi andati, ma anche nei racconti e in alcuni films contemporanei. Dopo questa necessaria premessa, cerchiamo di caratterizzare la natura e l’opera di questi esseri elementari della natura. R. Steiner ci informa che nel loro insieme gli esseri elementari, presenti nella natura vegetale, debbono questa loro denominazione alla circostanza che essi operano negli elementi che troviamo nella natura quali: terra, acqua, aria, luce, calore, al fine di rendere feconda la Terra. Altrimenti chiamati anime o spiriti della natura nella loro costituzione presentano un corpo non percepibile ai sensi ordinari ed un’anima; non possiedono lo spirito. Sono emanazioni delle gerarchie spirituali superiori ed operano secondo i loro ordini e per il loro grado evolutivo, sono inferiori all’uomo.
Gli gnomi o anime dell’elemento “ terra”
Gli gnomi, i coboldi, i nanetti sembrano gli esseri più noti ai bambini. Sono entità molto intelligenti, svegli, vivaci, capaci di captare tutto quanto proviene dall’universo. Svolgono la loro opera a beneficio delle piante a stretto contatto con l’elemento terra. Quali anime della terra si trovano un po’ dappertutto, in special modo tra le pietre frammiste ai minerali. Nelle fiabe pertanto li troviamo di frequente nelle miniere metallifere, dove giocano ai minatori ogni sorta di scherzi, li troviamo nel terreno vicino alle radici delle piante. In quest'ultimo caso mettendo in movimento l’elemento minerale della terra lo avvicinano spiritualmente alla radice delle piante nutrendole e rafforzandole. Questi esseri non hanno il senso morale e possiedono al massimo grado ciò che chiamiamo buon umore. Gli gnomi per una loro costituzionale antipatia per l’elemento terra la smuovono costantemente; questo fa sì che il seme fecondato, che si trova nel terreno, venga spinto verso l’alto fino a forarlo e far emergere sulla superficie del terreno una nuova piantina. Spingendo il seme fecondato verso la superficie del terreno gli gnomi danno alla piantina nascente la sua direzione verticale. Solo alle radici, gli gnomi, permettono di rimanere sotto terra. Vedremo più avanti come essi collaborano anche alla fecondazione di una nuova pianta.
Le ondine o anime dell’elemento liquido (acqua)
Le ondine, sono quelle entità che svolgono la loro vita nell’elemento naturale dell’acqua. La loro natura, il loro operare le rende diverse dagli gnomi. Per carattere, se così si può dire, sono meno vivaci ed intelligenti degli gnomi, sono piuttosto degli esseri sognanti. Presenti dunque nella componente eterica dell’acqua, a differenza degli gnomi, operano sulla superficie del terreno. Si possono rintracciare là, dove la terra è umida, intente ad osservare la pianta che cresce, avvicinandole l’acqua, affinché non appassisca.
Le Silfidi o anime dell’aria e della luce
Abbiamo visto che la pianta, appena spuntata dal terreno, per opera delle ondine non appassisce; così cresce ed espandendosi verso l’alto si immerge nel calore e nella luce raggiungendo la zona dove all’operare delle ondine si aggiunge il lavoro delle silfidi3, che quali entità dell’aria e della luce, operano in questo elemento a beneficio dell’ulteriore sviluppo delle piante. Le silfidi con la loro forza, che è quella dell’elemento aria-luce (forze dell’etere di luce), collaborano con l’elemento acqua trasportato alla pianta dalle ondine in modo da svolgere una attività plastica particolare che tesse una figura vegetale ideale. Anche per queste entità vedremo più avanti come con la loro opera si inseriscono anche nel processo di fecondazione e riproduzione delle piante.
Le Salamandre o anime del fuoco o calore
La pianta una volta attraversata la zona in cui operano le silfidi, giunge alla sfera dove svolgono la loro opera le anime congiunte all’elemento calore ( fuoco ): le salamandre. Queste entità dell’aria-calore hanno il compito di catturare il calore del sole che si versa sulla terra e convogliarlo verso la pianta. Così, non appena il calore della terra giunge al suo massimo grado, lo raccolgono, lo riversano nei fiori delle piante portandovi le azioni dell’etere di calore nei semi in formazione, presenti nell’ovario dei fiori. Nella stessa maniera in cui gli gnomi convogliano i minerali dispersi nel terreno verso la radice delle piante, in quanto indispensabili per la sua crescita, come le ondine avvicinano l’elemento umido alle foglie per non fare appassire la pianta, come le silfidi4 raccolgono la luce indispensabile per il loro sano sviluppo, così le salamandre raccolgono il calore dall’aria-luce e portandolo nei fiori della pianta, contribuiscono alla maturazione dei semi ivi contenuti.
Fisicamente le salamandre si servono del polline per il trasporto del calore verso i fiori, passandolo agli stami e quindi ai semi nell’ovario. Ciò che così si forma e matura nell’ovario (il seme) è nel suo insieme l’elemento maschile che proviene dal cosmo5.
Come e dove avviene il processo di fecondazione della pianta?
L’antroposofia ci fa anche partecipi di come avviene il processo fecondativo delle piante, processo che sembra verificarsi in modo diverso da quanto la biologia descrive. R. Steiner dichiara che fecondazione delle piante non avviene nel fiore, poiché qui avviene solo la preparazione del seme maschile. E’ nella terra, che quale elemento femminile, secondo l’indagine antroposofica, avviene la fecondazione per la nascita di una nuova pianta. Come si svolge quanto appena affermato? Ritorniamo alle silfidi. Abbiamo detto che esse servendosi della luce oltre a convogliarla nella pianta, tessono anche la pianta ideale, cioè l’archetipo o pianta primordiale come la chiamò Goethe6. A cosa serve tale modello? Ci dice R. Steiner che, quando in autunno la pianta appassisce, e disperde tutta la sua materia fisica nell’ambiente, nel terreno penetra la forma ideale della pianta. Gli gnomi percepiscono le forme di questa pianta ideale e le custodiscono in sé. Quando poi anche i semi (alla cui maturazione hanno lavorato le salamandre) penetrano nel terreno, gli gnomi, che hanno accolto in sé la struttura originaria delle piante elaborata dalle silfidi, nel corso dell’inverno fanno sì che questa struttura femminile della pianta ideale s’incontri con i semi maschili. Da questo incontro, da questo abbraccio del femminile e del maschile nell’accogliente caldo mondo sotterraneo, avviene la fecondazione di una nuova pianta che spunterà in superficie a primavera, per donarci vita, bellezza, ristoro. Gli antichi conoscevano questo prodigioso processo, questa meraviglia del creato: ecco perché rispettavano ed amavano la natura e la sentivano sacra. Oggi dovremmo anche noi riappropriarci di queste conoscenze per non continuare a distruggere la natura e con essa distruggere questi esseri così laboriosi e necessari. Sono convinta che coloro i quali ancora non conoscono la Scienza dello Spirito antroposofica, possono incontrare delle difficoltà a condividere queste scoperte; tuttavia a loro chiedo della spregiudicatezza nel pensare, spregiudicatezza che deve riuscire a far inglobare nel pensiero anche lo spirito che opera nel fisico-materiale.
Note 1) Per l’approfondimento di questo tema, è utile confrontare i seguenti testi di R. Steiner: Le entità spirituali nei corpi celesti e nei regni della natura, Il mistero del doppio, L’uomo sintesi armonica delle attività creatrici universali, Ed: Antroposofia MI. 2) Si rendono visibili se compresi. 3) Chi non ricorda i nanetti nella fiaba di Biancaneve? 4) Le silfidi vivono nelle correnti d’aria calda. 5) Secondo l’antroposofia, l’ovario non è l’elemento femminile del fiore e le antere degli stami gli elementi maschili. 6) La pianta primordiale per Goethe non era una formazione sensibile, pertanto egli la chiamava “forma sensibile-soprasensibile” che vive in tutte la piante.
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