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Tra sonata e fantasia Violino e pianoforte in concerto |
XVI | |
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di Raffaele Mario Caldana
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Daniele Orlando e Gloria Campaner
L’Associazione Musicale “Amici del Parnaso” in collaborazione con l’Associazione Culturale “Il Pentagramma”, quest’anno con l’Associazione “Amici della Puglia” e con il contributo della Presidenza del Consiglio Comunale di Roma, fedele alla propria tradizione contribuisce con le sue “matinées” ad arricchire l’offerta d’iniziative culturali nella capitale. Gli “Itinerari Musicali – Sei matinées musicali - “tra suoni, colori e sapori” presentati da Giancarlo Tammaro, hanno luogo, quest’anno, in una nuova sede: la “Sala Roma” della Casa delle Associazioni Regionali – in Via Ulisse Aldrovandi, 16.
Il concerto “Tra sonata e fantasia” con musiche di Edvard Grieg, Camille Saint-Saëns, Claude Debussy e Franz Waxman nell’interpretazione del violinista Daniele Orlando e della pianista Gloria Campaner, tenutosi Domenica 11 Novembre, ha aperto l’edizione 2007–2008 delle “matinées”. Un pubblico attento, pur in una sala gremita, ha seguito con interesse e con crescente entusiasmo il susseguirsi delle composizioni illustrate, con dovizia di particolari ed aneddoti, da Giancarlo Tammaro ed offerte dagli interpreti con generosità e studiato equilibrio. Prima composizione in programma è stata la Sonata n. 3 in Do minore Op. 45 di Grieg del quale si è ricordato, tra l’altro, il centenario della morte. La Sonata, considerata tra le migliori composizioni da camera dell’autore, si è svolta evidenziando, il passaggio emozionale percepito nello scivolare progressivo dalla solenne formalità del primo movimento a quell’atmosfera più naturale, quasi silvana tanto cara al compositore. Di Saint-Saëns, è seguita l’Introduzione e Rondò Capriccioso Op. 28 - originariamente scritto per violino ed orchestra - nella trascrizione per violino e pianoforte di Georges Bizet. Poi la Sonata in Sol minore di Claude Debussy composizione, questa, carica di pathos e comunicante sensazioni particolarissime. Per finire la Carmen Fantasie di Franz Waxman brano anche questo scritto originariamente per violino ed orchestra. Il pezzo, coerente con il personaggio dell’opera di Bizet ne trasmetteva tutta la prorompente carica di sensualità alla quale dificilmente sarebbe stato possibile sottrarsi. Entusiastico l’apprezzamento del pubblico al quale è stata riservata, come bis, un’ulteriore sorpresa: una struggente interpretazione di "Playera" di Pablo de Sarasate.
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