Noi di...

 

Maggio 2010 - ANN0 VIII n. 3

 

 

 

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Stiamo arrivando alla fine di questo lunghissimo viaggio nel mondo dei numeri offertoci dall’amico ing. Stefano Breccia. L’avventura cominciata nell’ormai lontano 2003 - eravamo ancora “imbarcati” su “Noi di … Monteverde e dintorni” ci ha permesso d’immergerci in un mondo a volte ostico ma sempre affascinante.  
Prima delle conclusioni, crediamo di far cosa gradita a quei lettori che fin qui hanno seguito l’argomento e, probabilmente, hanno conservato gli articoli, di fornir loro l’indice dei nomi e delle cose notevoli trattati nel corso delle puntate.
 
III
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I NUMERI NEI MILLENNI

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I numeri nella storia dell’umanità

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 Indice dei nomi e delle cose notevoli

A - D

Abel (Niels Henrik -): (1802÷1829), matematico finlandese, cui si deve il teorema sull’impossibilità della risoluzione in forma chiusa delle equazioni algebriche di grado superiore al quarto, nonchè lavori sulle funzioni ellittiche e su quelle dette, per l’appunto, abeliane.

Abjad: la tradizione araba di attribuire un valore numerico ad ogni letttera dell’alfabeto (da 1 a 9, da 10 a 90, e così via); comunque, in questa sequenza non è mai stato usato l’ordinamento alfabetico convenzionale, bensì quello dell’alfabeto arcaico (b, j, d, ...) da cui il nome di questa tradizione.

Agostino da Tagaste (sant’ -): nacque nel 354 dopo Cristo a Tagaste, in Numidia, e morì nel 430; vescovo di Hippo, nell’Africa Romana, fu uno dei maggiori teologi del primo cristianesimo; fra le opere più significative, le Confessioni e la Città di Dio.

Agrippa (Heinrich Cornelius -): (1486÷1535), noto anche come Agrippa da Nettesheim, scrittore e medico tedesco, i cui lavori su soggetti occulti gli guadagnarono la fama di mago. Fra le sue opere più celebri il De occulta philosophia, e De incertitudine et vanitate scientiarum et artium atque excellentia Verbi Dei declamatio, quest’ultima scritta sotto l’influenza di Pico della Mirandola.

Ahmose: lo scriba egizio che firmò il papiro Rhind, intitolandolo Regole per ottenere la conoscenza di tutte le cose.

Alberti (Leon Battista -): (1404÷1472), umanista ed architetto genovese, autore, fra l’altro, della De re edificatoria, sulla falsa riga di Vitru­vio; ricordato per l’uso di tecniche matematiche e di armonia musicale nella ricerca delle migliori proporzioni degli edifici.

Alchimia: la scienza da cui si doveva sviluppare la chimica contemporanea; il nome deriva, tramite l’arabo al Kemet, da uno dei nomi dell’Egitto, Kmt (= “la Terra nera”).

Alessandro de Villedieu: grammatico ed educatore francese del XIII seco­lo, autore di un compendio grammaticale in versi del latino, intitolato Doctrinale, che ebbe notevole successo.

Alfargano: (detto erroneamente Alfagrano da Dante, il nome esatto era Ahmed Miheb Kethir el Fargani), astronomo e matematico arabo del IX secolo, autore degli Elementi di astronomia, derivati dal pensiero di Tolomeo; questo testo, tradotto in latino da Gerardo da Cremona nel XII secolo col titolo di Liber aggregationis scientiae stellarum et de principiis coelestium motuum fu alla base della concezione medioe­vale cosmologica, quella che oggi viene detta tolemaica, ma che di fatto venne conosciuta in Europa nel secondo millennio solo grazie all’opera di Alfargano.

Alhazen: (ca. 965÷1039), fisico e matematico egiziano, il cui vero nome era Al Hasan Ibn Al Haitham, autore del Kitab al Manazer (= “Tesoro dell’ottica”).

Almagesto: il famoso testo di Tolomeo; il nome deriva, tramite l’arabo al Magisti, dal greco Megalh (maqhmatichV) suntaxiV (= “Grande composizione matematica”).

Analytical Society: associazione fondata da Babbage nel 1812 a Cambrid­ge, formalmente per tradurre le opere di Lacroix, ma divenuta rapi­damente un circolo ove si riunivano i matematici contrari ai principi del passato. Nel 1813 venne pubblicato Memoirs of the Analytical Society, dedicato al calcolo infinitesimale.

Anassagora: (ca. 500÷428 a.C.), filosofo ionico della scuola di Talete, che si dice fosse fra i primi ad affrontare il problema della quadratura del cerchio.

Antifone di Ramno: sofista del V secolo a.C., cui si ascrive l’intuizione di approssi­mare un cerchio con poligoni iscritti con un numero di lati sempre maggiore, al limite infinito.

Apocalisse: il 66-esimo ed ultimo libro della Bibbia, noto anche come Rivelazione di Giovanni, dal nome del presunto autore. Dopo un’in­troduzione di natura morale, continua con una serie di visioni circa il futuro ultimo dell’universo e della Chiesa.

Apollonio di Perga: (262÷190 a.C.) matematico greco del periodo ales­sandrino, autore dell’opera in otto libri Sezioni coniche, nella quale sistematizzò la teoria di queste curve. Fondatore dell’astronomia quantitativa, veniva chiamato Epsilon perchè aveva usato il simbolo e per denotare la luna.

Archimede: nacque attorno al 290 a. C. a Siracusa, ove venne ucciso attor­no al 211, durante la conquista della città da parte dei romani. Famoso matematico dell’antichità, fra le sue scoperte più importanti le relazioni fra la superficie ed il volume di una sfera e quelli del cilindro circoscritto; nel campo della fisica e dell’ingegneria, il prin­cipio della spinta idrostatica (che porta il suo nome) e l’uso della vite senza fine come pompa per liquidi.

Archita di Taranto: (428÷347 a.C.), pitagorico, maestro di Platone e di Eudosso, affermava che solo l’aritmetica (e non la geometria) può fornire delle dimostrazioni soddisfacenti.

Aristarco di Samo: (ca. 270 a.C.), astronomo greco, noto soprattutto per la sua affermazione secondo la quale la terra ruota attorno al sole; gli stoici sostennero che egli dovesse essere punito per empietà, a causa di tale teoria (qualche secolo prima di Galileo!).

Aristofane: (nato ca. V sec. a.C. ad Atene), poeta comico, dallo spirito arguto e satirico, scrisse più di 50 commedie di  cui rimangono intere solo 11. Una fra le più famose è Le nuvole nella quale Aristofane derideva i sofisti e  Socrate. Bersaglio della sua ironia fu soprattutto il partito democratico, rappresentato da Cleone.

Aristotele: nato nel 384 a. C. a Stagira, morto nel 322 nell’Eubea. Assieme a Platone, fu uno dei due massimi filosofi e scienziati della Grecia classica. Studiò alla scuola di Platone, e dopo la morte del maestro abbandonò Atene, fondando tre nuove accademie; rientrato in Atene nel 335, vi fondò il Lyceo, in contrapposizione con l’Accademia. Delle sue opere ci rimangono frammenti degli insegnamenti dettati nel Lyceo.

Aryabhata: (o Aryabata) matematico indiano del V secolo, autore di un’opera chiamata Aryabhatiya, nella quale affronta problemi di astronomia, trigonometria piana e sferica, aritmetica ed algebra. Fornì un valore abbastanza accurato per p, e sostenne che il moto del sole durante il giorno è solo apparente, in quanto è la terra a ruotare su sè stessa.

ASCII: (American (National) Standard Code for Information Exchange), un sistema di codifica in binario delle informazioni alfanumeriche, usato in alternativa all’altro standard, l’EBCDIC.

Atbash: un sistema di codifica spesso utilizzato nei testi ebrei; si tratta di un semplice codice a sostituzione, nel quale la taw corrisponde alla aleph, shin corrisponde a beth, e così via; il nome del codice deriva da queste quattro lettere.

Avicenna: (980÷1037), Abu Ali Al Hussain Ibn Abdullah Ibn Sina, fisico, medico e filosofo arabo, commentatore di Aristotele, di tendenze panteistiche, sospettato di magia. Una sua famosa opera, tradotta in latino da Gerardo da Cremona, è il Canone di medicina, pubblicato nel 1544.

Awsar: il dio egiziano noto in occidente come Osiride, simbolo della resurrezione, e della vita dopo la morte. Dato che il ciclo di resurrezione più evidente in natura è quello vegetale, a questo dio era associato il colore verde.

Babbage (Charles -) (1792÷1871) matematico inglese cui si deve il proget­to di due macchine da calcolo (peraltro mai realizzate); contribuì ad imporre il d-ism, cioè la defizione di Leibniz della derivata come rapporto di due infinitesimi, in contrapposizione al dot-ism dovuto a Newton.

Babismo: religione di derivazione sciita, fondata nel 1844 da Mirza Ali Mohamed, che pretese di essere il 13-simo Bab (= “porta” in arabo), ricostituendo così la sequenza interrottasi con la scomparsa del 12-simo Bab nell’874.

Bacone (Francesco -): (1526÷1626), lord cancelliere inglese, filosofo e letterato, sostenne nelle sue opere (Advancement of Learning, Novum Organum, New Atlantis) la necessità di  rinvigorire il progresso scien­tifico utilizzando estensivamente il metodo sperimentale.

Bacone (Ruggero -): (1214÷1292), monaco francescano, insegnò ad Oxford dove ebbe grande fama e fu soprannominato Doctor mirabilis. Autore di Opus Majus, Opus Minus ed Opus Tertium. Accusato di magia, Bacone fu processato e condannato; lo salvò dal rogo l’inter­vento di papa Clemente  IV.  Bacone fu matematico, fisico ed astro­nomo; sembra che abbia perfezionato la polvere da sparo, inventato un apparato per volare, il telescopio ed occhiali per presbiti.

Bafomet: una misteriosa entità citata in connessione con i  Cavalieri Templari; quando furono processati per eresia, essi vennero accusati di adorare questa divinità; negli anni ‘60 il dr. Huge Schonfield scoprì che, usando il codice Atbash, la parola Baphomet viene decrittata in Sofia.

Bagatto: la carta che apre la serie degli Arcani Maggiori nei Tarocchi; raffigura un giocoliere, e, come per gli altri Arcani, i dettagli che compongono l’immagine sono stati fissati da tempi immemorabili, secondo una ben precisa simbologia.

Bar mitzvah: una cerimonia religiosa giudaica, con la quale si festeggia il passaggio alla maturità sessuale, ma, ancora più importante, il passaggio dallo stato di tutela da parte dei genitori all’assunzione di responsabilità; normalmente viene celebrata nel tredicesimo anno di età (a volte nel dodicesimo per le bambine).

Beatrice: (1266÷1290), identificata come Beatrice Portinari, figlia di un nobile fiorentino, fu il soggetto attorno al quale Dante compose la Vita Nuova, nel cui capitolo finale il poeta giurò che non avrebbe scritto più nulla di lei, se non quello che mai non fue detto d’alcuna. La promessa verrà poi mantenuta nella Comedia, ove Beatrice è ad un tempo guida di Dante ed incarnazione di virtù.

Beda (Venerabile -): monaco benedettino morto nel 735 d.C.; uno dei più noti ed importanti studiosi del medio evo; contribuì a diffondere l’er­rore di Dionigi circa l’allineamento fra la datazione romana e quella cristiana. Autore del De computo vel loquela digitorum, introduzione al più vasto De temporum ratione.

Beltrami (Eugenio -): (1835÷1900), matematico ed ingegnere italiano; studiò diffusamente gli spazi iperbolici e la geometria differenziale; fra i suoi scritti, i più importanti vertono sulle geometrie non euclidee.

Bernoulli (Daniel -): (1700÷1782) l’ultimo importante membro della famiglia svizzera dei Bernoulli, secondo figlio di Johann; il suo nome è soprattutto legato all’analisi della teoria dei fluidi (gli si deve il principio omonimo); si racconta che, avendo collaborato con il padre su uno studio delle orbite planetarie, studio cui venne assegnato un importante riconoscimento nel 1736, venisse scacciato da casa dal genitore che non voleva dividere il premio con lui!

Bernoulli (Jakob -): (1654÷1705), matematico svizzero, fratello di Johann; fu fra i primi ad applicare i metodi infinitesimali, scoprendo ad esempio l’equazione della catenaria; a lui si deve l’introduzione dei numeri che portano il suo nome nei problemi di analisi combinatoria.

Bernoulli (Johann -): (1667÷1748), il più eminente membro della famiglia dei Bernoulli, cui si deve lo sviluppo del calcolo delle variazioni; pare che gli vada attribuita anche la scoperta della “Regola de L’Hospital” sui limiti di rapporti indeterminati; ebbe una feroce disputa col fratel­lo Jakob sul problema della brachistocrona.

Bernoulli (Nikolaus -): (1687÷1759), nipote di Jakob e di Johann, lavorò sul calcolo integrale e sulle serie infinite, intessendo, su quest’ultimo argomento, una lunga relazione epistolare con Eulero.

Bessel (Friedrich Wilhelm -): (1784÷1846), astronomo e matematico tedesco, il cui nome è legato ad una importante famiglia di funzioni dalle numerose applicazioni in ottica e nei problemi gravitazionali; nel 1838 riuscì a misurare la parallasse di una delle stelle più vicine, 61 Cygni.

Bhagavad Gita: il “Canto del Beato”, fa parte del VI capitolo del Mahab­harata.

Bhaskara (secondo altre fonti, Bhaskaracarya): matematico indiano nato a Biddur nel 1114, autore di diverse opere di contenuto astronomico, nelle quali è racchiusa la summa delle conoscenze indiane circa la matematica del suo tempo. L’opera principale è il Siddhanta Siromani (= “diadema dell’accuratezza”), scritto nel 1150. In particolare, affrontò l’equazione di Pell, e cercò di comprendere il significato della divisione per 0.

Bit: una cifra in base 2, che pertanto può valere solo 0 od 1; per estensione, l’unità di informazione in una logica a due soli valori.

Boccaccio (Giovanni -) (1313 ÷1375), scrittore ed umanista italiano, una delle più illustri figure della letteratura europea. La sua opera più famosa, il Decameron, composta probabimente fra il 1349 ed il 1351, racconta di dieci giovani che cercarono scampo dalla peste sulle colline attorno a Firenze, dove passavano il tempo raccontandosi novelle. Fu fra i primi commentatori di Dante.

Bode (Johann Elert -): (1747÷1826), astronomo tedesco che divulgò la legge scoperta da Titius sulle distanze dei pianeti dal sole, legge che oggi porta anche il suo nome.

Boethius (Anicius Manlius Severinus -) (ca. 470÷524), discendente dall’antica famiglia degli Anicii, divenne console nel 510 sotto il regno di Teodorico, e nel 520 divenne Magister officiorum; entrato in conflitto con Teodorico, venne accusato di magia e tradimento, e giustiziato. In carcere scrisse la sua forse più importante opera, De consolatione philosophiae. Poco ci è rimasto dei suoi scritti di matematica, geometria ed astronomia.

Bolzano (Bernhard -): (1781÷1848), prete, filosofo e matematico boemo, fra i fondatori della teoria delle funzioni (benché non riconoscesse mai alcun serio valore agli infinitesimi od agli infiniti); autore, a questo proposito, dei Paradossi dell’infinito (1851), pubblicato postumo.

Bombelli (Rafael -): (XVI secolo), matematico italiano; nella sua Algebra (1572) definì chiaramente i numeri negativi ed applicò le frazioni continue al calcolo delle radici quadrate.

Boole (George -): (1815÷1864), matematico e logico inglese, cui si deve lo sviluppo della logica simbolica, e la conseguente possibilità di compiere operazioni matematiche su concetti logici; il suo fondamen­tale scritto sull’argomento è An Investigation on the Laws of Thought, on which are founded the Mathematical Theories of Logic and Proba­bilities (1854).

Bouiller: Il nome francese del pallottoliere.

Bradwardine (Thomas -): (ca. 1290÷1349), teologo e matematico, noto come profound doctor, morto di peste nera quaranta giorni dopo la consacrazione ad arcivescovo di Canterbury. Autore di Speculative Geometry, di Practical Arithmetic, di Squaring the Circle.

Brahmagupta: (598÷665), l’ultimo e più completo astronomo indiano del periodo classico; scrisse una summa della cultura matematica ed astronomica del suo periodo in un’opera intitolata Brahmasphutasidd­hanta.

Brébeuf (Georges de -): (1617÷1661) scrittore francese. tradusse la Farsa­lia di Lucano. Fu poeta burlesco e prezioso, poco originale in genere, diede il meglio di sè nei Colloqui solitari, liriche nutrite di meditazio­ne religiosa.

Briggs (Henry -): (1561÷1630), matematico inglese, amico di Nepero; la sua invenzione più nota sono i logaritmi in base 10, che portano il suo nome, illustrati nell’Arithmetica logarithmica (Londra, 1624).

Brouncker (lord William -): (1620÷1684), primo presidente della Royal Society, aveva trovato un’approssimazione per p, basata sulle frazioni continue; fra i suoi studi, vanno ricordate ricerche sull’equazione di Pell.

Buddha (Gautamo -): (ca. 563÷483 a.C.), nobile della casta guerriera degli Kshatriya, che a 29 anni abbandonò la vita familiare a favore delle pratiche ascetiche; i suoi discepoli diedero origine al buddismo, una delle maggiore religioni contemporanee.

Bungus (Petrus -): autore del De Numerorum Mysteriis, un’opera enciclo­pedica che sistematizzò la numerologia, fornendone numerosi esempi; secondo Bungus, già Mosè era a conoscenza della scienza dei numeri, e dagli ebrei questa passò ai greci.

Byte: l’unità di misura dell’estensione di memoria di un elaboratore: pari a otto bit, è la quantità necessaria per contenere un carattere, secondo la codifica ASCII; i suoi multipli tipici sono il kbyte, pari a 1024 byte, ed il Mbyte, pari a 1,048,576 byte.

Cabala: più correttamente Qabalah, la tecnica di attribuire un numero ad un oggetto (o ad un nome proprio), o viceversa; classico esempio è la Smorfia napoletana, nella quale a ciascuno dei numeri da 1 a 90 è attribuito un significato, per cui da una storia è possibile ricavare numeri da utilizzare come combinazioni al lotto.

Campano da Novara (Giovanni -): la sua traduzione in latino degli Ele­menti di Euclide fu pubblicata a Venezia nel 1482.

Cantor (Georg -): (1845÷1918), nato in Russia da famiglia ebrea, venne portato giovanissimo in Germania, ove studiò sotto Weierstrass; fondatore dell’insiemistica, a lui si deve la formalizzazione dei concet­ti legati alle quantità infinite.

Cardano (Gerolamo -) (1501÷1576), fisico, matematico ed astrologo, diede la prima descrizione della febbre tifoide; nel campo della matematica, la sua Ars magna contiene intuizioni basilari nella storia dell’algebra. Nel Liber de ludo scrisse le leggi fondamentali del calco­lo delle probabilità.

Cartesio: cfr. Descartes.

Cauchy (Augustin Louis -): (1789÷1857) matematico francese, lavorò sulla teoria delle funzioni di variabile complessa; malvisto dai colle­ghi, e caratterizzato da un’aggressiva bigotteria religiosa, fu autore di tre opere nelle quali racchiuse le sue scoperte: Cours d’analyse de l’École polytechnique (1821), Le Calcul infinitésimal (1823), Leçons sur les applications du calcul infinitésimal à la géometrie (1826÷28).

Cataldi (Pietro Antonio -): (1552÷1626), lettore ad mathematicam in Bologna dal 1583; è considerato lo scopritore delle frazioni continue, ci cui parlò nel Trattato del modo brevissimo di trovare la radice quadra delli numeri et regole da approssimarsi di continuo al vero nelle radici dei numeri non quadrati (Bologna, 1613); nel 1607 verifi­cò che 2n-1 è primo per n=13, 17 e 19.

Cavalieri (Francesco Bonaventura -): (1598÷1647), allievo di Galileo, pubblicò nel 1636 la Geometria indivisibilibus continuorum nova quadam ratione promota; autore di studi sul calcolo infinitesimale.

Ceulen (Ludolph Van -): (1540÷1610), maestro di scherma ad Amster­dam, poi professore alla scuola del genio di Leida. Giunse a calcolare le prime 35 cifre frazionarie di p.

Cheope: cfr. Khwfw.

Chimpu: tecnica boliviana di rappresentare numeri mediante nodi su una corda.

Cidenas: cfr. Kidinnu.

Clavinius (Christopher -): (1537÷1612), forse meglio noto come Clavius, gesuita tedesco, fu autore di un’edizione latina degli Elementi di Euclide, arricchita di spunti originali, e dell’Opera mathematica; è comunque ricordato soprattutto per la collaborazione alla riforma gregoriana del calendario (1582).

Cleobulus: (ca. VI secolo a.C.), classificato da Platone fra i sette saggi della Grecia antica; pare fosse tiranno di Lindo a Rodi, e che abbia offerto scampo a Solone da Pisistrato.

Columna Rostrata: colonna eretta nel Foro romano da Caio Duilio per commemorare la vittoria navale di Milazzo sui Cartaginesi del 260 a.C., recante un’iscrizione reincisa sotto il regno di Claudio (41÷54 d.C.).

Copernico (Nicola -): (1473÷1543), astronomo polacco, il cui nome origi­nale era Micolaj Kopernik (o Kopperlingk); studiò in Italia fra il 1497 ed il 1500; nel 1530 fece circolare un manoscritto, il Commentario­lus, nel quale riprendeva le teorie eliocentriche di alcuni astronomi greci, ma solo nel 1543 venne pubblicato il celebre De revolutionibus orbium coelestium.

Cusa (Niccolò da -): (1401÷1464), vescovo di Bressanone e governatore di Roma, il suo nome è legato alla riforma del calendario, circa la quale scrisse nel 1436 la Reparatio Kalendarii; gli vengono inoltre attribuite una carta dell’Europa, l’invenzione dell’igrometro, e l’opera De quadratura circuli.

Da Fiore (Gioacchino -): (ca. 1130÷1202), predicatore cistercense, fondò la congregazione dei Florensi. Autore del Liber figurarum e del Concordia Veteris et Novi Testamenti.

Dal Ferro (Scipion -): (1465÷1526), matematico, lettore di aritmetica e geometria nello studio bolognese, scopritore del metodo di risoluzione di alcune equazioni algebriche di terzo grado.

Dante Alighieri: (1565÷1321) nato da una nobile famiglia fiorentina, si impegnò politicamente fra i Guelfi Bianchi; alla vittoria dei Neri venne esiliato, e non tornò più a Firenze. Nel De vulgari eloquenza diede un commento sulle lingue volgari (in contrapposizione al latino), e nella Comedia riunì la cultura morale e religiosa dell’epoca, unitamente ad elementi di storia del suo tempo e del passato.

Dardi: un non meglio identificato abacista pisano, autore, nel XIV secolo, del trattato manoscritto Aliabraa argibra, contenente le formule riso­lutive di alcuni tipi di equazioni di terzo e quarto grado.

Darwin (Charles Robert -): (1809÷1882), naturalista inglese ricordato per la teoria sull’evoluzionismo, che da lui prese nome; a base di tale teoria rimangono fondamentali le due opere On the Origin of Species by Means of Natural Selection, e The Descent of Man, and Selection in Relation to Sex.

De Morgan (Augustus -): (1806÷1871), professore dell’University College di Londra, logico e matematico; nella sua opera On the Study and Difficulties of Mathematics (1831) sosteneva che i numeri negativi e quelli immaginari non hanno senso.

Descartes (René -): (1596÷1650), latinizzato in Renatus Cartesius, il maggiore dei filosofi francesi; si dice che la vigilia di San Martino (10 novembre) del 1619, in un sogno, ricevette la rivelazione che la fisica debba essere ricondotta alla geometria,  e che tutte le scienze sono interconnesse “come in una catena”. Atterrito dalla condanna subita da Galileo, evitò di pubblicare una sua opera nella quale sosteneva le idee copernicane, e solo nel 1637 presentò il Discours de la méthode pour bien conduire sa raison, et chercher la vérité dans les sciences, punto di riferimento basilare.

Dickens (Charles -): (1812÷1870), fu fra i fondatori del  Daily News, che diresse nel 1849. Dickens fu romanziere illustre, maestro nella narra­zione e nell’umorismo e le sue opere (David Copperfield, The Pick­wick papers, Hard Times, Oliver Twist, Nicholas Nickleby, A Chris­tmas Carol) sono state tradotte in quasi tutte le lingue.

Diodoro siculo: (ca.primo secolo a.C.), storico greco, nato ad Agyrium (in Sicilia), ha vissuto in Roma ed ha viaggiato a lungo in Egitto; ha scritto la Biblioteca historica, in 40 volumi, solo cinque dei quali sono giunti ai nostri tempi.

Diofanto di Alessandria: matematico greco del I secolo d.C.; autore dell’Arithmetica (che probabilmente comprendeva l’altra opera attri­buitagli, il Porismo, contenente interessanti proposizioni sulla teoria dei numeri). Da lui presero nome le Equazioni diofantine, equazioni lineari e non, nelle quali le incognite possono assumere solo valori interi o frazioni razionali.

Dionigi il breve: (496÷540), noto anche nella forma latina Dionysius exiguus; monaco sciita, valutò la nascita di Cristo nel ventottesimo anno del regno di Augusto, e, ritenendo erroneamente che tale regno fosse cominciato nel 727 ab Urbe condita, fissò la nascita di Cristo nell’anno 753 a.U.c. Il suo errore venne fatto proprio dal Venerabile Beda, e quindi venne adottato da tutta la cristianità occidentale.

Dionisio: la divinità detta anche Bacco e Liber; figlio di Zeus e Semele, nel suo nome si tenevano le feste dette Baccanali.

D-ism: la pratica, introdotta da Babbage e dai membri della Analytical Society, di indicare la derivata come rapporto di due infinitesimi, in contrapposizione al Dot-ism.

Djadwal: nome arabo di un tipo di moltiplicazione.

Dot-ism: la pratica, dovuta a Newton, di indicare una derivata mediante un punto; l’epoca newtoniana venne definita quindi Dot Age, con ironico gioco di parole (in inglese dotage significa “rimbambimento”!).

Dürer (Albrecht -): (1471÷1528), pittore ed incisore tedesco del Rinasci­mento, famoso soprattutto per le sue incisioni su rame e su legno.

 

(Continua sul prossimo numero)

                     

 

  

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