Noi di...

 

Maggio 2010 - ANN0 VIII n. 3

 

 

pagina iniziale         

 

 

      

BIANCONERO

VIII

 

     La magia della tastiera

 

di Faliero Bonciani

per conoscere, comprendere ed apprezzare le composizioni pianistiche

 

 

 Robert Schumann

(Zwickau 1810 – Endenich 1856)

 Romanze Ορ. 28 n.2.

 

Brano che risente dello stile beethoveniano. Ha una cantabilítà che si orienta in un dualismo di "voci" le quali, intessono un discorso delicatamente introspettivo. Α questo si unisce una eco di "voce" che s'innesta con monosillabi sottolineando il dualismo interiorizzato.

 

Qui due anime si parlano con un linguaggio colmo di sottintesi affettivi sorretti da toccanti interventi di una terza presenza spirituale (Sempre in eco).

 

Lo scorrere della musica ravviva ed unisce, in un comune disegno armonico, l'avvicendarsi di situazioni che legano la melodia al contesto formale.

 

La Romanza nel suo Sviluppo, reca a chi sa ascoltare, il messaggio introspettivo cullato dal movimento ritmico il quale, ad ogni impulso, ricrea nuove sensazioni.

 

La composizione vuole dall'esecutore una valida e convinta parteci­pazione da renderlo un efficace interprete perché, purtroppo, brani del genere non vengono mai presentati nelle Sale da concerto, rivelando come i preposti alla scelta dei solisti capaci di inserirli in programma, nelle Stagioni concertistiche, siano persone dallo scarso spirito artistico, quanto potenti e significativamente appog­giate politicamente.

 

Questa pagina musicale fu l'ultima ascoltata da Clara Wieck-Schumann prima di morire il 20 Maggio 1896.

 

Clara aveva conservato, gelosamente, uno scritto di Robert che usava come segnalibro e che è stato trovato proprio fra le pagine dell'Ορ. 28 n. 2. Lo citiamo: "Cara Clara, con quanto struggi­mento ti ho pensato durante la tua ultima assenza, le tue partenze così continue, crude, amare; così necessarie per i concerti, questi spostamenti che ti esauriscono oltre lο spossamento dovuto alla tensione nervosa nel sostenere l'"Accademia".

Hai mai pensato che il nostro amore è una lunga storia di dolorosi addii?".

 

La figlia Eugenie, chiamava questa Romanza "La preghiera dell'ani­ma che si avvicina all'eternità".

                     

 

 

  

pagina iniziale