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BIANCONERO
La magia della tastiera
per conoscere, comprendere ed apprezzare le composizioni pianistiche
Faliero Bonciani
Fryderyk CHOPIN: Ballata Op. 23
Nella forma la Ballata la si incontra già nel Medioevo ed era un componimento poetico in cui si narravano le gesta eroiche o leggendarie di cavalieri o grandi condottieri.
La Ballata veniva illustrata da un cantastorie che si accompagnava con un liuto (potevano essere menestrelli o giullari o "buffoni"). Questi "girovaghi" o "rapsodi", propriamente usavano la voce accennando con un declamato ad un "recitar-cantando" modulato e illustrato da smorfie e atteggiamenti descrittivi su quanto andavano raccontando
Chopin trattò questo componimento per solo pianoforte, allargandone il significato - togliendogli la parola - ed imprimendogli un senso epico-narrativo che è proprio della Ballata letteraria, creando, pur senza inventar nulla quanto a forma, un nuovo tipo di composizione,
La Ballata Op. 23 è stata da Schumann definita un'opera di genio, per la foga densa di azioni drammatiche, per perfezione formale che racchiude in un'apoteosi artistica, la nobiltà dei Temi ed il romanticismo dello Sviluppo.
Questo lavoro è un immenso poema raggiante di passione selvaggia e di voluttà bruciante. Chopin stesso dichiarò a Schumann essere quella una delle composizioni che preferiva.
La Ballata Op. 23 fu concepita nel 1831, quando Chopin lasciò la Polonia alla volta di Parigi. Nel suo viaggio sostò a Vienna, Breslavia, Dresda, Praga, Monaco e Stoccarda, non si sa con esattezza dove abbia cominciato a scriverla. Sappiamo, però, che il lavoro gli costò ben quattro anni di dura elaborazione (1831-35).
E' anche difficile stabilire se nel definire questa Ballata "il monumento del suo amore", come viene detto dalla critica, ci si riferisca al doloroso distacco di Chopin da Konstancja Gladkowska rimasta in Polonia, o al "naufragio sentimentale" di quello che viene definito "il secondo romanzo di Chopin". Ovviamente il riferimento è per Marie Wodzinska, dal grande sarmata considerata sua fidanzata con tanto di "beneplacido" della contessa Marie-Therese madre di Marie (questi nomi "uguali"!). Come è noto, il fidanzamento si spense nel nulla, lasciando in Chopin un vuoto incolmabile amaramente sopportato con grave dignità.
Ma questa "rottura" si consumò nel 1837 e la Ballata era stata pubblicata nel 1836, quindi è più probabile che il lavoro si riferisca all'afflizione nell'abbandonare la Patria e il penoso, tormentoso e disperato addio all'amata Konstancja, anche se a lei Chopin, non si era apertamente dichiarato.
In quell'epoca, era molto comune negli artisti (specie "squattrinati"), che l'uomo non si dichiarasse subito, ma ne vivesse prima, platonicamente, il disegno affettivo nell'idealità del "sogno".
Comunque la Ballata Op. 23 è un componimento molto complesso ed è l'espressione romantica di un sentimento che trascende qualunque dissertazione.
Chi l'ascolta ed è sensibile verso l'arte dei suoni, è colpito fatalmente dalla bellezza dei motivi e dalla potenza drammatica del genio chopiniano. Esso scuote profondamente il più intimo dell'animo.
Comincia con una Introduzione favolosa, fatta di un elemento ingannevole di tonalità la cui ambiguità, audace e inconsueta, si conclude con un accordo dalla dolorosa espressione sospensiva che sembra essere il fulcro di tutta la composizione.
Tale breve inizio si può anche definire: recitativo introduttivo.
Il primo Tema, di carattere narrativo, sembra rispondere alla domanda che il "recitativo introduttivo" aveva proposto, ed è seguito da un motivo secondario di raffinata piacevolezza. Incisi di queste tematiche variate nel procedere mutano il carattere del motivo da moderato in agitato con turbamenti ritmico-melodici di ansiosa vivacità.
Il secondo Tema, d'impronta contrastante, è proprio l'elemento fondamentale dell'opera sul quale s'incentrano le cinque sezioni in cui può essere suddivisa; è seguito esso pure da un Tema secondario chiaramente derivato da quello narrativo.
La bellezza melodico-armonica, raggiunge livelli di altissima espressività, tanto da rendere esaltante l'ascolto di ogni persona amante della musica, specialmente di quella chopiniana.
Lo Sviluppo o meglio svolgimento, è soprattutto basato - come già accennato - sul secondo Tema fortemente rafforzato nella dinamica e nell'armonizzazione che genera immediatamente, pure per contrasto, una eccezionale tensione emotiva; di seguito appare una rapida figurazione, una idea nuova, uno "scherzando" dal leggero movimento di Valzer che, seguito da un altro disegno tematico, porta alla Riesposizione.
Questa parte della Ballata è una delle concezioni più sublimi di Chopin. Egli usa un tipo di svolgimento che consiste nel trasformare il "clima", "l'atmosfera" di un Tema, rendendolo epico da lirico che era.
La Ripresa, dopo l'esplosione passionale della parte centrale, ristabilisce il sognante Tema narrativo ma drammatizzato nella mobilità e nell'armonizzazione, reso agitato nell'accompagnamento e pesantemente inquieto, appassionato, tumultuoso.
Una Coda scatenata e grintosa chiude vivamente un'opera iniziata come il racconto di una leggenda. Questa conclusione lascia nell'ascoltatore il senso assoluto della perfezione e quindi l'apice della bellezza.
E' importante tener conto di quanto è stato scritto per intuire il carattere proprio dell'esecuzione che l'interprete deve realizzare, e come sia difficile pianisticamente ottenere dallo strumento la giusta espressività voluta dall'autore il quale, come già detto, teneva particolarmente a questa trascendentale composizione.
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