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Mensile di attivitÀ politico-culturale

 

  

BIANCONERO

La magia della tastiera

per conoscere, comprendere ed apprezzare le composizioni pianistiche

  

  

Faliero Bonciani

  

Muzio Clementi: Sonatina op. 36 n. 5

 

Bella composizione dal disegno vivace, spigliato e leggero. Consta di tre Tempi: un Presto; un'Aria originale svizzera ed un Rondò finale. È appannaggio di allievi già avanti nello sviluppo del tecnicismo dello studio del pianoforte (quarto anno).

Le opere 36 e 37 sono lavori a carattere didattico dove tutta l'attenzione è concentrata sui punti fondamentali del buon pianismo: fraseggio chiaro; uniformità di tocco; controllo della dinamica; armonia e figurazioni melodiche fluide. Certamente "cose" non troppo facili da conseguire e che impegnano l'allievo in uno studio lungo, accurato e di stile.

 

Il genere "Sonatina" è tipico di un particolare momento della letteratura musicale. Fiorì sul tronco del cosiddetto stile classico nell'epoca in cui la forma della Sonata e il linguaggio pianistico avevano sviluppato quella splendente maturità la quale, permetteva una illuminata retorica o accademia, salda nell'osservanza della grammatica, di moduli formali, di un mestiere o artigianato sempre di singolare valore, anche se i1 termine "Sonatina" sta a significare un rimpiccolimento delle proporzioni della Sonata, ovviamente con una semplificazione di mezzi e conseguentemente una "adattabilità" strumentale più semplice. Relativamente.

 

La Sonatina, offre un primo Tempo snello (Presto), il suo brio è dinamicamente acceso e di una simpatica piacevolezza. Si snoda con grazia ed il suo Sviluppo delinea un andamento misurato, delicato, garbato.

 

L’Aria originale svizzera che funge da secondo Tempo (Allegro moderato), è già un'idea di estetica narrativa. Ha intento melodico cantabile con movenze ritmiche ripetitive e nostalgiche.

 

Il Rondò finale, terzo Tempo (Allegro molto), svolge il compito di ravvivare il procedimento musicale reso meditativo dall'Aria, svizzera. Questo Allegro ha slancio e flessibilità gioiosa. Il suo concetto è di piccante eloquio. Scorre con levigatezza, finezza, destrezza.

 

Questa Sonatina, ha una sua speciale poesia rapportata all’ epoca e alla severa idealità clementina non incline a esteriorizzazioni, e, sempre, con intento didattico.

 

Clementi, gloria italiana e romana, per la sua importanza nell'opera creativa, divulgativa ed esecutiva della musica per pianoforte, è stato chiamato proprio il "Padre del pianoforte" ed ha avuto l'alto onore di essere sepolto nel Chiostro dell'Abbazia inglese di Westminster in mezzo a quella accolta di Grandi.

 

Era nato a Roma nel 1752 ed è morto a Evesham (Londra) sua residenza abituale, nel 1832.

Clementi, studiava otto, dieci, sedici ore al giorno. Studio che gli ha permesso di conservare, anche a tarda età, un grande dominio tecnico.

  

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