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Mensile di attivitÀ politico-culturale

 

  

BIANCONERO

La magia della tastiera

per conoscere, comprendere ed apprezzare le composizioni pianistiche

 

 

Faliero Bonciani

 

 Claude DEBUSSY: Fuochi d'artificio

 

 

La composizione è celebrativa. Le note del famoso Inno: "La Marsigliese", nel finale, sono infatti commemorative.

Il pezzo intende celebrare la ricorrenza del 14 Luglio che in Francia, è festa nazionale.

Il brano è tutto intriso di un virtuosismo scoppiettante, sfavillante, acrobatico. Talvolta un pulviscolo di note risveglia un senso di malinconia, d'ironia, d'irreale, di fiabesco. E' una pagina deliziosa ed infernale che arriva allo strato limite della dissoluzione e disgregazione melodica ed armonica.

La difficoltà esecutiva rende questa meravigliosa pagina musicale, di piccante sapore per l'intrepida baldanza con cui bisogna affrontare lo stare alla tastiera; da essa deve affiorare tutto lo smalto del colore dei "fuochi" e lo scorrere acquatico della "Senna" che, nel suo ostinato incedere, misura il tempo che si perpetua.

La composizione inizia con un passo mormorante a due mani alterna­te mentre alcuni "tocchi", misuratamente, tratteggiano il tempo musicale fino a quando un "glissato" che precipita fragorosamente dall'acuto al grave per tutta la tastiera, conclude fieramente questo "impatto introduttivo".

Un Tema di poche note, illustra, con agile accompagnamento arpeggiato, un primo tratto espressivo passando con celerità, dalla parte centrale dello strumento a quella acuta in un procedimento denso di figurazioni virtuosistiche.

Una seconda idea, dal nesso ritmico sposato alla prima, si muove con espedienti di effetti descrittivi ornati di ricami a fondo armonico il cui sfoggio, porta ad una singolare varietà di timbri, di colori, di impasti sonori e questo, con molteplici evoluzioni le quali a loro volta, s'immettono in una caleidoscopica frammentazione di riflessi e note.

Lo Sviluppo crea un stato di tensione come quando assistiamo ad uno spettacolo pirotecnico: si vivono momenti di ansietà che si alternano a quelli di respiro dovuti alla curiosità di "vedere" cosa "apparirà" all'improvviso; quindi la sorpresa degli "scoppi", lo sfarzoso gioco di colori e disegni che subentrano.

Debussy ha saputo compiere il miracolo di una trasposizione dei sensi, trasportando gli effetti ottici  esonori dei "fuochi d'artificio" in quelli acustici musicali per il nostro udito, e lo ha fatto in maniera magica.

Nel corso del "Preludio", tutti gli effetti dell'arte pirotecnica sono riconoscibili: dai tenui bagliori, al crepitare dei razzi esplosivi, a quelli che s'innalzano nel cielo provocando una caduta di scintille, a quelli multicolori di suggestive fontane dai disegni fantasmagorici.

Il brano si compiace di rendere con suggestiva maestria tutto il lavoro tematico accademico risolto artisticamente in maniera eccezionalmente brillante, dove la posizione dei Temi e del gioco strumentale del procedere, si eleva ad altezze espressive di rarissima finezza e forza musicale.

Debussy ha voluto apporre anche una data, come già accennato, il richiamo della "Marsigliese", ci fa sapere che questi "fuochi" segnano la festa in cui si celebra il ricordo della "presa della Bastiglia". Ma non solo, pure per rammentarci che l'autore amava denominarsi: "Claude Debussy, musicien française".

 

 

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