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  Noi di...

Mensile di attivitÀ politico-culturale

 

  

BIANCONERO

La magia della tastiera

per conoscere, comprendere ed apprezzare le composizioni pianistiche

    

  

Faliero Bonciani

 

  

 Claude DEBUSSY:

Prélude 1er Livre n. 7: "Ce qu'a vu le vent d'Ouest"

 

 

Questo Preludio è una pittura della natura ma c'è in essa una violenza assai inconsueta per Debussy. Senza dubbio è il più realistico e il più drammatico dei Preludi, ed è anche un brano di complessa attuazione strumentale, sia per l'interpretazione che per gli effetti pianistici i quali, richiedono doti tecniche di grande fluidità strutturale.

 

"Ciò che vede il vento dell'Ovest" è l'Oceano in furia fino a proporzioni d'uragano. La passione dell'autore per questi elementi fa sì che egli vi infonda accenti da epopea selvaggia: cascate pianistiche gigantesche che si abbattono con forza facendo dubitare del ruolo umano in questa preistoria sonora, dove si confondono natura e leggi della follia. Fra un parossismo e l'altro par di udire grida ansiose e struggenti implorazioni.

 

Il Preludio è irto di aspre difficoltà date dall'indole tecnica, dalla scansione ritmica, dalla posizionalità tastieristica; non ultima, la necessaria aderenza interpretativa che deve scorrere senza scosse né tentennamenti d'incertezze.

 

S'illude chi crede di poter dominare la difficoltà del Preludio perchè in possesso di una mano perfetta e adatta allo stile dell'opera, occorre sempre dedicare uno studio accurato e continuativo nel tempo fino al raggiungimento di una sicura e meditata esecuzione interpretativa seriamente efficiente.

  

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