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Mensile di attivitÀ politico-culturale

 

  

BIANCONERO

La magia della tastiera

per conoscere, comprendere ed apprezzare le composizioni pianistiche

   

 

Faliero Bonciani

 

 

 Claude DEBUSSY: Riflessi nell'acqua

(da "Images 1er Série pour Piano")

 

 

E' questo un lavoro pieno di luce, scintillante, terso, colmo di sensazioni caratteristiche.

Vi si apprezzano emozioni d'improvvisi turbamenti come quando delle immaginarie figure, si specchiano sulla superficie dell'acqua.

Questi riflessi mostrano anche arcani disegni di una natura che pare diversa ad ogni tremore dell'acqua, al languido di un vento vespertino.

L'astrattezza del brano richiede una fantasia esecutiva accentuata e bisogna ricordare che il contenuto espressivo del pezzo, non è adatto - secondo Debussy - alle grandi platee, ma alla piccola sala, al "Salotto" dove si riunisce un modesto "gruppo" di persone veramente interessate all'ascolto.

Quindi pianismo misurato, raccolto, sostenuto e seriamente ìntrospettivo.

La composizione è di difficile realizzazione per una costante rilevanza tecnica la cui complessità è intensamente protratta, causa i molteplici spostamenti di registro sulla tastiera, e per la densità  accordale dei passi di accompagnamento i quali, sfogano in celeri arpeggi che dilagano per tutto il pianoforte con in più, una stesura malagevole. Il tutto retto da una complicanza dovuta all'espressività che deve emergere con raro equilibrio fonico.

 E non basta. nel volgersi del componimento, appare sempre più evidente lo scabroso e complicato procedere dello Sviluppo la cui bellezza, sta nel riuscire a mantenere l’unità della forma nella semplicità di una esecuzione-interpretazione di significativa valenza.

Il Tema iniziale è di una idealizzazione elementare: tre note di assoluta facilità; ma l’accompagnamento è difficile a causa della sua

componente accordale. Si muove attraverso una serie di accordi che spaziano per la tastiera.

La tematica si svolge nella parte centrale dello strumento e con la mano sinistra mentre il sostegno armonico si articola nella parte centro-acuta ovviamente, con la mano destra.

A questo s'innestano disegni armonici di contorno i quali avviano nuove serie di passaggi dallo scorrere ricco di umori introspettivi.

Lo svolgimento è una continua evoluzione del Tema la cui caratteristica fondamentale si basa sempre sulle tre note della sua cellula.

Pure la seconda idea s'ingloba nel divenire di passi che s'infittiscono nell'elaborazione geniale dello Sviluppo debussyano, creando una sorta di compagine dagli elementi impressionistici di bellissimo effetto, ma soprattutto, vi si esterna un'arte strumentale di fantastica sensibilità.

La Coda finale, improntata sul Tema di tre note, conclude con affermazioni accordali che si perdono nel fascino terso di suoni i quali, poco a poco, si dileguano in un ideale pianissimo a sua volta gradatamente trattenuto nel tempo in estatico abbandono.

La composizione si spenge al tocco di tre suoni agli estremi confini della tastiera: al basso e all'acuto.

"Riflessi sull'acqua" è una fra le composizioni più difficili che Debussy abbia scritto e trova pochi esecutori capaci di rendere giustizia a tanta bellezza.

 

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