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Mensile di attivitÀ politico-culturale

 

  

BIANCONERO

La magia della tastiera

per conoscere, comprendere ed apprezzare le composizioni pianistiche

   

 

Faliero Bonciani

 

 

 Claude DEBUSSY:

Suite Pour le Piano: Prélude, Sarabande et Toccata

 

Opera originale che subito al suo apparire, conquistò l'ammirazione della critica e del pubblico.

Si apprezzò il carattere un po' clavicembalistico del Preludio ed anche della Toccata, composta di due parti che si oppongono, l'una martellante la melodia, l'altra sfumando e apponendo belle armonie. Due pezzi che inquadrano una danza lenta: la Sarabanda, che differisce da essi completamente.

Debussy stesso ebbe a dire: "E' un ricordo del Louvre, una descrizione grave e anche un po' vecchia dei tempi stati".

La Sarabanda ha successioni armoniche particolari; si pretese di scoprirvi un plagio da un'opera precedente dallo stesso titolo, composta nel 1887 da Erik Satie su analoghe successioni armoniche. Grave questione che fece scorrere molto inchiostro (e pure liti furibonde fra Debussy e Satie).

Nella Suite vi si nota una scrittura largamente spaziata nel senso compositivo di accordi, arpeggi, disegni di passaggi ondulati, agili e di arabeschi insoliti, abbaglianti, conditi con abbellimenti vari che danno sapore alle armonie.

Si rimane colpiti dal procedimento sistematico delle ripetizioni, dell'ostínazione, dell'insistenza; la realizzazione dello svolgimento con intervalli identici su differenti note del motivo che producono accordi imprevisti, armonie nuove, mutevoli tonalità, modi speciali.

L'affinità di questi modi speciali ricorda la sensibilità della musica giavanese, un adattamento personale di certi aspetti del "gamelang", la piccola orchestra dell'Estremo Oriente ascoltata da Debussy in occasione dell'Esposizione Universale del 1889 a Parigi.

Da qui Debussy rilevò la scrittura caratteristica basata sulla scala esatonale o pentatonica. Essa si fonda su cinque note tutte a distanza di un tono. Altra particolarità di questo genere di musica orientale è la ripetizione incessante dello stesso Tema, ornato in maniera varia, con ritmi mutevoli, con decorazioni ostinate.

La genialità debussyana, poi, ha fatto il resto ed è per questo che tale musica merita di essere apprezzata, proprio per la sua originalità che genera bellezza. Chiaramente s'intende qui trattare della Suite Pour le Piano. Naturalmente ben valutando l'opera debussyana del periodo primario.

La Suite Pour le Piano, vuole una esecuzione-interpretazione senza durezze né rigidità, una sottigliezza estrema di tocco, un rubato moderato ed un uso controllatissimo della sonorità che non deve mai essere ampollosa.

 

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