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Mensile di attivitÀ politico-culturale

 

  

BIANCONERO

La magia della tastiera

per conoscere, comprendere ed apprezzare le composizioni pianistiche

    

 

Faliero Bonciani

 

 

Franz LISZt: Tarantella e Canzone napoletana. 

Dagli "Anni di Pellegrinaggio”.

Supplemento al secondo anno: Italia

   

Liszt non poteva non restare affascinato dalle particolarità folkloristiche italiane. Infatti rimasto preso dai ritmi delle danze e dalle Romanze d'amore sia venete che partenopee, consacrò a quest'impressioni il Quaderno-supplemento dedicato all'Italia, dagli "Anni di Pellegrinaggio".

Egli ha esaltato artisticamente, quei generi popolari con procedimenti strumentali dalla virtuosità poetica e bravuristica trascendentale.

Oggi è in programma l'espressione "napoletana".

La "Tarantella" esordisce con un passo di danza popolare vivido ed evocativo per svilupparsi elegantemente a guisa di "mandolinata" (dallo strumento caratteristico napoletano).

L'inventiva lisztiana non ha confini e prosegue con metamorfosi musicali dal grande sfoggio pianistico, fra il lirico pittoresco e lo spavaldo esplosivo tecnico, sempre, però, aderendo allo spirito caratteristico "campano".

La "Canzone napoletana" s'ispira al piú autentico lirismo popolare denso d'inflessíoni sensuali ardenti, leggiadre, perdutamente romantiche. La sua realizzazione pianistica - molto difficile - implica un virtuosismo completo per ottenere l'intento lisztiano.

Anche quando il brano diviene incalzante, l'eloquenza del discorso musicale deve conservare un bel timbro, con una sonorità dolce, rotonda, emozionale.

L'enunciazione melodica è accortamente figurata con una fluttuazione di frase le cui variazioni che si susseguono, intendono valorizzare il motivo attraverso una espressività vaporosa, delicata, estatica.

La vocalità del cantabile, è talvolta brillante con fremiti di declamazione pur contenuti, mentre sarà con accentuata effusione ritmica quando il procedere si determinerà pressante e s'inarcherà in un divenire decorativo ed episodico.

Una oculata rarefazione emotiva, s'impone all'interprete per ottenere la sensibilità testieristica romantica, nella difficile stimolazione pianistica, la quale, deve essere intelligentemente incisiva. Infatti l'intenzione lisztiana risponde alla possibile assimilazione dei valori poetici delle musiche; forse un modo di intendere una "Serenata" al chiaro di luna su una barca nel golfo divino di Napoli; un'allusione all'incanto notturno di Capri ... E il mare n'è partecipe con i suoi moti capricciosi ...

L'ansioso precipitare della perorazione finale, impetuosa, violenta, passionale, permette un'effer-vescenza strumentale intensa ed esaltantehe, sfocia al massimo nell'irruenza nel frenetico "Prestissimo", turbinante frullio di note efficacemente suggestivo ed esuberante di vitalità scintillante.

  

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