pagina principale

  Noi di...

Mensile di attivitÀ politico-culturale

 

  

Libri

presentazioni - recensioni - autori

   

 

Donatella Moraggi

 

 

SUOR MARGHERITA MARCHIONE:

UNA TRANQUILLA BATTAGLIERA,

ARMATA DI CONOSCENZA

 

Il 29 Novembre si è tenuta presso la Sala Convegni Giubileo in Roma, con la collaborazione della Facoltà di Lettere e Filosofia della libera Università Maria Santissima Assunta  e la rivista  “30 Giorni”, la presentazione di due nuovi libri di Suor Margherita Marchione: “Il silenzio di Pio XII”  edito dalla Sperling & Kupfer Editori e “Pio XII attraverso le immagini” della Libreria Editrice Vaticana. Il primo libro verte sulle accuse e sulle controversie riguardanti la posizione di Papa Pacelli nei confronti del Nazismo e della persecuzione degli ebrei, mentre il secondo, attraverso una raccolta fotografica d’importante valore storico che comprende un arco temporale di oltre mezzo secolo, percorre  e documenta i momenti più significativi della vita del Papa; con forza rievocativa restituisce alla memoria le azioni compiute per gli ebrei e per i rifugiati da Papa Pio XII.

 

Alla presentazione hanno preso parte attiva il Senatore Giulio Andreotti, il quale, nel proprio intervento,  ha  espresso vivo apprezzamento per le opere di Suor Margherita, definendole libero e  sentimentalmente giusto atto di ossequio ad una verità storica e Antonio Spinosa il quale è anche autore della prefazione al “Silenzio di Pio XII”.

La ricerca e la diffusione della verità su Papa Pacelli, attraverso documenti e testimonianze, è  l’impegno al quale l’autrice dei libri si dedica da molto tempo, con metodo e perseveranza, direi con quello stesso atteggiamento che ella attribuisce all’operato di Pio XII: con agire costruttivo. Pacata, semplice, serena, ma ferma e solida nella sua infaticabile fiducia nella verità dei fatti accaduti. “L’attacco a Pio XII è anche contro l’autorità morale della Chiesa Cattolica…..La Chiesa non ha mai sostenuto il Nazismo” dice Suor Margherita alla presentazione dei suoi libri. “C’è chi chiede  perché il Papa non andò mai  al di là di appelli alla pace, di deplorazioni per le rovine e i lutti causati dalla guerra e non parlò apertamente di ebrei e di sterminio…. Le posizioni del Papa non potevano apparire come una violazione della neutralità e un sostegno a una delle due parti in lotta; le critiche ai nazisti avrebbero messo in pericolo la posizione di milioni di cattolici e migliaia di sacerdoti tedeschi, come pure la sicurezza di Roma e del Vaticano. Una qualsiasi denuncia del Papa non avrebbe aiutato di più gli ebrei, la Chiesa sarebbe stata trattata peggio di un nemico, i nazisti avrebbero invaso il Vaticano e gli edifici che nascondevano gli ebrei.” L’invito di Suor Margherita Marchione è soprattutto all’approfondimento, allo studio dei documenti, all’ascolto di coloro che sono sopravvissuti grazie al fattivo impegno di Pio XII, un Papa che non va giudicato con la mentalità di oggi, ma considerando il contesto nel quale egli si trovò ad assolvere alla sua missione: cinquanta anni or sono, nel pieno d’una tragedia enorme egli fu Papa prudente ma non silenzioso in quanto operò concretamente per salvare moltissimi ebrei.

 

Ho incontrato Suor Margherita il giorno seguente alla presentazione dei suoi ultimi due  libri, nella casa delle Maestre Pie  Filippini a Roma, prima che partisse nuovamente per l’America, New Jersey, dove risiede ed è professore emerito di lingua e letteratura italiana alla Fairleigh Dickinson University. Oltre alla cittadinanza onoraria in due città italiane, ha ricevuto dal Presidente della Repubblica il titolo di Cavaliere della Stella della Solidarietà. Autrice di numerose pubblicazioni su personaggi storici come Clemente Rebora, Giovanni Boine, Giuseppe Prezzolini, che le hanno dato notorietà internazionale. Oltre ai libri appena presentati, è stata autrice di altri due studi su Papa Pio XII e la storia del suo tempo, entrambi editi dalla Edizioni Piemme: “Pio XII architetto di Pace” e “Pio XII e gli ebrei”.

Sono stata accolta con un garbato sorriso incorniciato da un viso disteso e rassicurante, sguardo diretto e fare modesto, moderato, ma concreto e poco incline ai preamboli. Una figura sicura di sé che non fa sentire l’interlocutore da ciò appesantito. Le ho posto la mia prima domanda:

 

- Chi è Suor Margherita Marchione? -

- C’è un libro che in  America è già edito da due anni e che in Italia uscirà a  Maggio che ha per titolo “La suora battagliera”. Ma la cosa importante non è parlare di me, quanto parlare di Pio XII. -

 

- Ecco, volevo proprio capire quando ed in che modo la storia di Suor Margherita incontra la storia di Papa Pio XII e se ne interessa tanto da intraprendere una consistente attività di  studio e di  ricerca. -

- Inizialmente ero interessata a conoscere la storia del mio Istituto che risale a circa 300 anni fa. 

Quando sono venuta qui nel 1995 ho saputo che le nostre suore hanno ospitato  e salvato 114 ebrei.

Io non conoscevo questi fatti. Di lì ho intrapreso un lavoro di ricerca che ha portato alla pubblicazione di quattro libri su Pio XII.

Nella cupola di S. Pietro tenevano nascosti gli ebrei per salvarli. Erano murati per loro maggior sicurezza. L’accesso alla cupola avveniva con l’ausilio di corde. -

 

- Esiste realmente, secondo lei, una campagna contro Pio XII? -

 -Si. Io sto cercando di accelerare la beatificazione perché sono già passati tanti anni. Giovanni XXIII, dopo soli tre mesi, ha voluto dire che Papa Pacelli doveva essere canonizzato. Significa che in quell’epoca già tutti sapevano che Pio XII era Santo. Poi sono passati tutti questi anni…-

 

- Chi può avere interesse a rallentare od ostacolare la beatificazione di Papa Pio XII? - 

- Sono gli ebrei stessi, sfortunatamente che sono contrari alla beatificazione di Pio XII, perché loro stessi in quell’epoca non hanno fatto molto per aiutare i connazionali.

Ma non sono gli ebrei di allora, che sono stati i primi, per anni  a riconoscere il bene che ha compiuto Papa Pacelli. Sono gli ebrei di oggi che assumono questo atteggiamento, anche se ci sono comunque opinioni contrastanti. Questo è un argomento che dovrebbe essere approfondito. Bisogna istruire la gente con la conoscenza dei fatti, perché i lettori spesso non sono informati.-

 

- Parliamo dell’informazione, dei mezzi di comunicazione. Si è detto proprio ieri, durante la presentazione dei Suoi libri, che non è stato dato il giusto risalto al Suo lavoro, alla storia che esso riporta alla luce. -

- Questo accade perché non si conoscono i fatti, non si indaga, non si esaminano i documenti. Questo libro contiene più di cento pagine di documenti che provano quello che la Chiesa ha fatto e che nessuno può negare. Ci sono anche testimonianze di ebrei che sostengono l’operato della Chiesa in loro aiuto -.

 

- Papa Pio XII e Papa Giovanni XXIII. Due figure tanto diverse? -

 - Papa Giovanni XXIII era molto più familiare nei modi di fare con le persone. Pio XII invece aveva una grande riservatezza. Questo gli conferiva un atteggiamento austero, apparentemente aristocratico. Ma in realtà egli aveva la bontà  di un santo. Durante le udienze, trattava tutti come suoi ospiti. Chiamava le udienze “le finestre del mondo” . Un giorno non s’accorse che l’anello era sparito dal dito. Una donna gridava verso il Santo Padre mentre lo baciava tenendolo teneramente nelle mani. Le guardie volevano arrestare l’anziana signora. Il Papa, sorridente, disse di mandarla da lui. Con senso paterno le chiese di mettergli l’anello del Pescatore al dito. -

- Nel libro delle immagini di Pio XII ci sono almeno una dozzina di aneddoti che raccontano della sua compassione e quando qualcuno gli disse che occorreva far conoscere al mondo le opere di bene da lui compiute, il Papa ha risposto: “solo Dio deve sapere quello che si fa per il prossimo”.-

 

- Quale è il pensiero dominante negli ambienti ecclesiastici, sull’operato di Pio XII e quanto sostegno sente di avere avuto dalla Chiesa nella battaglia che Lei ha intrapreso? -

- Ho avuto da qualunque parte riscontri positivi e sono stata sempre ricevuta a braccia aperte dagli ambienti ecclesiastici, da Cardinali, dal Santo Padre.

 

- Un auspicio di Suor Margherita per il futuro? -

- Pio XII è stato un pastore dedito al suo gregge di anime, ai doveri della Chiesa e alla gloria di Dio. I Romani gli hanno conferito il titolo di Defensor Civitatis, il mondo gli ha dato il titolo di Pastor Angelicus. Spero che presto la Chiesa lo dichiari Beato. -

 

  

Si deve riconoscere a Suor Margherita il merito della fedele difesa delle proprie idee attraverso un percorso di studio che costituisce esempio di metodo per la ricerca di fonti, informazioni e testimonianze. Il risultato di tanta dedizione e tanta capacità è un contributo di conoscenza a beneficio della ricostruzione, interpretazione e comprensione di quei fatti che tanta parte hanno avuto nella storia dell’Europa, da essere, ancora oggi, oggetto di discussione e motivo di sollecitazione delle coscienze.

 

___________________________