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  Noi di...

Mensile di attivitÀ politico-culturale

 

  

Opinione, filosofia, religione,  ...

 

   

Anna Maria Siciliano

 

Maggio 2002

rubrica:

Considerazioni fuori dal coro

 

 

Leggere i giornali in questi ultimi tempi è pesante, e anche fuorviante. Ministri, presidenti, capi corrente, capi di questo e di quello, che danno conferenze stampa e poi smentiscono quello che hanno detto. Quante parole!

Ma non esiste più la discrezione? Non era una virtù?

Non ne posso più di sentir parlare di “toghe” e di settori tra le “toghe”, toghe di quel colore e toghe di quell’altro. Ma non erano nere le toghe?

È inutile scherzare su queste cose. La serietà che meriterebbe l’argomento vorrebbe una competenza che io non ho; però una cosa ce l’ho: sono ferita dal fatto che la magistratura sia diventata passionale: sciopera, fa dichiarazioni, ha le correnti, e così via.

Ho sempre pensato a una magistratura al di sopra delle parti e non partigiana, come oggi si vuol far credere che sia.

Lo è ancora? Voglio dire “al di sopra”.

Il Presidente Scalfaro deprecava “il tintinnar di manette” e a quell’epoca questo tintinnare c’era.

Ci sono stati suicidi, incarceramenti non necessari. Tante cose che ci hanno ingarbugliato i pensieri ed il modo di pensare a proposito della magistratura.

Oggi si pensa alla riforma. Ma tra le grida e le tesi contrarie ben poco ci resta da capire.

Chi tra noi ha avutola sventura di aver a che fare con processi o tribunali sa che le cose vanno talmente per le lunghe che alla fine sono i figli ed i nipoti dei litiganti che vedranno la sentenza.

Trovo scorretto dire alla gente che è stata votata e che siede in Parlamento quello che deve fare o non fare, però suggerire che il silenzio è stato sempre d’oro sì, questo lo possiamo dire.

 

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