Noi di...
Mensile di attivitÀ politico-culturale
Poesia
di Raffaele Tito D’Agnolo
TUTTO HA UN SENSO
DOPO LA QUINTA RIGA
Un sapore antico
Di boccali di legno.
È il sonno che parla per me
sul fondo di una voragine arcobaleno
Bella e compiuta
E allora?
Porta marchiata a fuoco
La U dell'emozione.
Lirica…
Che schifo.
Tutte loro non sono che nebbia
Terzi occhi dipinti
Oó tápoq nel mare di carta argentata
Integrali di violini
Oppenheimer con il fuoco negli occhi
Bianchi laghi salati
Hacker visionari con il senso di 0-1 nel cuore
Catene rugginose sparse sul pavimento,
proiettano le idee sulla parete della grotta
nel giardino di Platone,
Scilla e Cariddi impressi nella retina
Una sola cosa.
Il senso,
il senso nascosto da ognuno di noi sotto il letto
Chiudi con un tonfo le porte della percezione
E adagiato su un divano di pelle molle
Fuma uno dopo l'altro i narghilé dell'inconoscibilità
È questo che vuoi, che voglio
Che la rende torbida e brillante
Solo fili di luce bianca
Cosa sarebbe successo se lo avessi detto chiaramente?
Non vuoi sapere.
Quindi nella pozza di questa poesia
Vedi solo riflessi colorati
Quindi erigi schermi d'immagini
Quindi incidi analogie mistiche
Quindi leggi e scrivi
Dipingi e ammiri
scolpisci e contempli
Inventi,
Ami.
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