Noi di...
Mensile di attivitÀ politico-culturale
Argomenti vari
Gianluca Pititto
(parte prima)
Il concetto di museo virtuale. La rete Internet vede nella veicolazione di cultura uno dei suoi più importanti e promettenti campi di applicazione. Ma le possibilità offerte dal nuovo mezzo sono state e sono tuttora fortemente vincolate dal livello della tecnologia disponibile, sia hardware (le macchine) che software (i programmi).
Ciò ha fatto sì che solo in tempi relativamente recenti, con la comparsa di tecnologie multimediali e di Realtà Virtuale, sia stato possibile sperimentare forme di trasmissione telematica di parti sempre più cospicue del patrimonio culturale dell’Umanità, grazie all’impegno di istituzioni sia pubbliche, che private (in molti casi già tradizionalmente impegnate nell’opera di conservazione e divulgazione). Diretta conseguenza della buona riuscita di questa sperimentazione è stato il proliferare su Internet di siti facenti capo a musei e gallerie, di contenuti sia umanistici che scientifici, con una crescente offerta di cultura acquisibile in remoto. E’ nato un nuovo concetto: quello di museo virtuale.
La ragione dell’attributo virtuale risiede nel formato dei contenuti, costituiti da collezioni di digitalizzazioni di oggetti artistici o scientifici (quadri, disegni, diagrammi, fotografie, video, siti archeologici, strumenti, trattati, documenti, simulatori, etc.), e nelle modalità di accesso, per mezzo dei moderni strumenti della telematica. Le banche dati così realizzate possono essere accessibili localmente (ad esempio, all’interno delle sale di un istituto museale), oppure pubblicamente mediante la rete Internet. Quest’ultimo caso, quello per noi di maggiore interesse, consente all’utente munito di personal computer la visione di opere d’arte collocate in qualunque parte del mondo (in taluni casi addirittura inaccessibili al pubblico), senza spostarsi dal punto in cui il computer è collocato. Se a questo aggiungiamo anche la natura interattiva ed ipertestuale del Web (possibilità di collegare informazioni ad altre informazioni, attraverso un semplice click), ci si rende facilmente conto di come accanto alla singola opera possa essere reso disponibile anche il contesto storico-culturale, e finanche quello ambientale, in cui essa si è sviluppata. Si parla in tal caso di Museo Virtuale On-Line o anche di Web Museum.
In questo modo diventano fruibili le offerte dei musei più disparati, dai più piccoli ai più importanti, sparsi negli angoli più lontani del mondo, a costi decisamente contenuti sia per il depositario dell’offerta (la creazione di un buon sito comporta oggi una spesa non insormontabile), sia per l’utente (immaginiamo costi e tempi necessari per visitare fisicamente qualche decina di musei sparsi in giro per il mondo).
Il limite principale, naturalmente, è costituito dalla ‘mediazione’ del computer; che, fatto salvo il caso dei testi scritti, è costretto comunque a tradurre in un mondo simulato e bidimensionale ciò che nella realtà è qualcosa di fisico, che c’emoziona anche per il fatto di rappresentare un vissuto tangibile. Ma quando il desiderio di ‘toccare’ con mano si fa ineludibile, nulla vieta una tradizionale visita museo di interesse. Qualcuno potrebbe ipotizzare che Internet possa portare in questo modo ad una disaffezione verso i veri musei: al contrario, i dati che si hanno indicano che in molti casi la presenza sul Web ha funzionato viceversa da strumento promozionale del museo reale, portando addirittura ad un aumento di visitatori.
Un limite secondario è costituito, come vedremo, dalla velocità della rete Internet di cui l’utilizzatore medio della rete dispone per questi servizi, velocità che può facilmente risultare inadeguata rispetto a quanto richiesto da una navigazione efficiente in siti di questo genere, specialmente per quelli basati su applicazioni di Realtà Virtuale. Questo problema è ovviamente aggirato nei casi in cui l’intero ‘sito’ museale sia realizzato su CD-ROM, rendendo così non più necessario l’accesso ad Internet. Ma, ovviamente, questa soluzione –peraltro adottata in molti casi- riguarda un numero molto limitato di istituzioni mussali e perde la capacità di disporre di un aggiornamento in tempo reale dei contenuti.
Gli sforzi compiuti e risultati attuali. Negli ultimi anni una notevole mole di studi e sperimentazioni sono stati condotti sul tema della digitalizzazione del patrimonio culturale e della virtualizzazione dei musei, in ogni ambito disciplinare (artistico, archeologico, tecnico-scientifico,etc.), con grandi finanziamenti da parte sia di enti pubblici che fondazioni private Tra questi ultimi si può ad esempio ricordare il caso della Fondazione Getty, che, oltre ad impiantare un apprezzabile sito per il proprio museo, ha istituito un vero e proprio centro di ricerca nel settore.
Ormai la gran parte dei musei di tutto il mondo si sono già dotati di un sito Internet, che tipicamente rappresenta in forma ‘digitale’ struttura e contenuti del museo reale. Parallelamente, sono nati siti museali che non sono una diretta rappresentazione di istituzioni reali, ma contengono collezioni consultabili di beni artistici provenienti da più di un museo.
La prima tipologia di sito, pur assumendo al suo interno soluzioni molto diverse nelle scelte di interfaccia e di contenuti, presenta tuttavia caratteristiche spesso ricorrenti, descritte da apposite aree normalmente individuabili e raggiungibili dalla home_page. Tra queste ricordiamo soprattutto: informazioni su collocazione geografica, orari e servizi del museo reale; informazioni storiografiche sul museo; informazioni relative alle collezioni permanenti (costituite da cataloghi con contenuti collegati alle mappe del museo e corredati da notizie, commenti, saggi e immagini di varia qualità); informazioni relative alle mostre non permanenti (dotate delle medesime informazioni di cui sopra); strumenti didattici aventi lo scopo di aiutare la comprensione delle opere e consentirne un’analisi approfondita; area di merchandising, dotate sempre più spesso anche di sistemi di commercio elettronico.
Qualche riflessione a parte lo merita l’essenziale ruolo delle tecnologie impiegate. Esistono vari livelli di complessità, di cui faremo esempi concreti nelle successive puntate di questa indagine. Le tecnologie Web standard sono impiegate da tutti i siti, con immagini in formato JPEG, la cui definizione non può però spingersi oltre certi limiti, dettati dall’ingombro dei file in termini di memoria ed i conseguenti rallentamenti nella trasmissione Questo problema, tuttavia, sarà sempre meno sentito con la diffusione delle connessioni ad Internet ad elevata velocità (ad esempio la già nota ADSL). Tipicamente le immagini sono associate a mappe sensibili del museo reale, che ne ricostruiscono la topologia e che consentono all’utente di spostarsi virtualmente nei vari ambienti in cui sono collocate le opere.
Un più elevato livello di complessità adotta soluzioni di realtà virtuale, realizzate in un apposito linguaggio chiamato VRLM (Virtual Reality Modelling Language), grazie al quale vengono ricostruiti interi ambienti tridimensionali (ad esempio quelli del museo, oppure di un sito archeologico, oppure di un laboratorio), entro i quali gli oggetti sono ‘attivi’ (cioè nascondono link ipermediali che rimandano alle fonti di informazione sull’oggetto stesso). Queste applicazioni, va ricordato ancora, presentano il loro maggior limite nella velocità di navigazione (banda passante è il termine tecnico) mediamente disponibile per l’utente finale: una risorsa tradizionalmente inadeguata per questi scopi, ma che già ora (e maggiormente nei prossimi anni) sta aumentando in maniera promettente.
Conclusioni. Nei prossimi numeri del nostro mensile daremo delle indicazioni di dettaglio su esempi, nei vari ambiti della cultura, di musei on-line che sono attualmente fruibili via rete.
E’ importante qui concludere sottolineando che il museo virtuale non deve concettualmente essere visto come un sostitutivo del museo reale, se non in quei casi in cui quest’ultimo non esiste, oppure nei casi in cui l’accesso alle sue opere è vietato al pubblico, oppure ancora - ovviamente - quando le condizioni socio-economiche dell’utente non consentono il raggiungimento diretto del museo (per visitare il Museo di Storia Naturale di New York bisogna pur sempre permettersi un viaggio negli USA!). Piuttosto il museo virtuale deve avere la sua giusta collocazione come complemento alla risorsa reale, sia allo scopo di consentire di quest’ultima una diversa fruizione a fini didattici ed espositivi (utilizzando le possibilità multimediali ed ipertestuali delle tecnologie informatiche), sia a fini promozionali per la struttura reale.
E proprio su quest’ultimo tema va tenuto conto del fondamentale problema dei diritti di riproduzione delle immagini, sottoposte ad un’apposita legislazione di tutela del copyright , legislazione che garantisce com’è noto una importante voce attiva nel bilancio dei musei. Né va comunque sottovalutato il timore delle istituzioni museali di un potenziale calo di visitatori (dovuto ad una fruizione essenzialmente telematica del museo), anche se –come sottolineato in precedenza- i dati che oggi possediamo sembrano escludere una simile tendenza.
Sono tutti problemi cui non sarà facile, ma certamente non impossibile, trovare nel tempo una adeguata soluzione, che tuttavia non ostacoli in futuro lo sviluppo di una delle aspettative maggiori che si hanno dalle tecnologie legate ad Internet: la diffusione capillare della Cultura.
(parte seconda)
Premessa. Com’è facile immaginare, l’offerta che Internet propone in materia di musei virtuali (al cui tema generale abbiamo dedicato la prima parte di questa nostra piccola indagine, sullo scorso numero della nostra pubblicazione) è alquanto variegata, sotto tutti i possibili aspetti (collocazioni geografiche, modalità di accesso, tecnologie impiegate, livello di dettaglio, etc.). Sarebbe assolutamente velleitario pensare di darne in poche righe un quadro esaustivo. Pertanto, l’obiettivo che ci proponiamo di raggiungere sarà esclusivamente quello di dare qualche spunto di ‘navigazione’ tra i tanti possibili siti, soffermando brevemente la nostra attenzione prima su quelli di natura storico-artistica, poi su quelli di natura scientifica, soffermandoci essenzialmente sull’ambito italiano.
I musei storico-artistici. Una soluzione tecnico-commerciale abbastanza diffusa su web (peraltro non solo a proposito dell’offerta museale) è quella di offrire all’utente dei Portali veri e propri per facilitare l’accesso specializzato a particolari categorie di informazioni. Questa opportunità si aggiunge a quella offerta dall’uso dei tradizionali Motori di Ricerca (Google, ad esempio), con il vantaggio di abbreviare i tempi di reperimento delle informazioni, ma previa registrazione e pagamento di una cifra in genere dipendente dalla durata della connessione. Un esempio è quello di Arte e Musei d’Italia (http://www.guida-musei.com), portale che al costo di 3 euro/min. offre un’area riservata dedicata alla consultazione di un grande database con tutti i dati di Musei, Siti Archeologici e Naturalistici su territorio italiano (la ricerca è specializzabile anche per Regione). I contenuti riguardano informazioni su indirizzi, prenotazioni, orari, opere raccolte.
Tuttavia, non è necessario pagare per avere un adeguato catalogo di siti museali, italiani e stranieri. Un ottimo esempio di servizio di catalogazione, offerto a titolo gratuito, lo troviamo in Musei d’Arte (http://www.arsworld.net/musei/down.htm), che ci offre un prezioso elenco di collegamenti, esteso sia al territorio italiano che oltre confine, che possono essere utilmente impiegati come punti di partenza per una navigazione diretta verso i siti dei musei che più ci interessano. Tra l’altro, questo sito fa esplicita richiesta di collaborazione ai visitatori, invitandoli a segnalare qualunque presenza on-line di musei, in modo tale da rendere sempre più ricco e completo l’elenco che viene offerto. I musei in rete segnalati coprono le più svariate aree tematiche, che spaziano dalla Storia ed Archeologia, alle Arti Figurative, all’Artigianato, alle Tradizioni Popolari, e così via. Nell’elenco si incontrano naturalmente sia grandi istituzioni, che piccole realtà locali. Accenniamo un esempio di entrambe le tipologie di museo.
Tra i tanti del primo caso (si va dai Musei Vaticani, agli Uffizi) decidiamo di citare il sito del Museo di Palazzo Grassi, a Venezia (http://www.palazzograssi.it/ita/index.html). Accanto a tutte le informazioni necessarie per il raggiungimento del museo e la prenotazione on-line dei biglietti (potendo comodamente scegliere fascia orario di ingresso e giorno desiderato), sono rese disponibili all’utente navigatore utili informazioni sui contenuti della mostra attuale (in questo periodo “I FARAONI”, corredata da preziose sintesi sui temi proposti e sul percorso espositivo) e sui contenuti delle ultime mostre ospitate (gli Etruschi, i Maya, il Futurismo, Modigliani, e tante altre).
A corredo delle informazioni sui contenuti delle mostre il sito offre anche una serie di strumenti utili all’utente che voglia approfondire le proprie conoscenze sulla storia e sulla struttura del museo. In particolare, sono sfogliabili pagine sulla sua fondazione ed evoluzione, sui restauri subìti nel corso del tempo, sulla superficie espositiva, sull’illuminazione. Infine, viene offerto un modello tridimensionale (3D) dell’intera struttura, navigabile all’interno del browser previa scaricamento (gratutito) di un piccolo applicativo necessario per la navigazione in VRML, cioè in Realtà Virtuale (sulla tecnologia VRML si può consultare quanto detto nell’articolo sul numero scorso).
Accanto alle grandi strutture museali su Internet trovano utilmente spazio anche musei di caratura intermedia, come pure musei cosiddetti ‘minori’, che raccolgono testimonianze storiche su piccole realtà e fenomeni locali. Questi ‘mini musei’ sono spesso ospitati in modeste strutture (la cui esistenza è sconosciuta ai più), ma conservano genuinità e fascino legati proprio al fenomeno locale che testimoniano. Un piccolo esempio per darne un’idea è il sito del Museo della Lana di Scanno (http://www.stelnet.com/citta/scanno/lana.htm), museo che ricostruisce la cultura pastorale dell’Abruzzo attraverso gli utensili, gli interni delle case, le antiche lavorazioni di lana e le pelli di quella regione.
Va da sè che quanto detto fin qui con riferimento alla realtà italiana si estende senza eccezioni al panorama internazionale: basti pensare a siti come quelli del museo del Louvre di Parigi (http://www.louvre.fr/) o al British Museum di Londra (http://www.british-museum.ac.uk/), solo per rimanere in Europa. In questo senso i links che abbiamo fornito forniscono indicazioni utili su come raggiungere queste e molte altre grandi istituzioni internazionali, oltrechè in Europa anche nel resto del mondo. E nulla vieta di procedere, anche in questo caso, nella affascinanante ricerca delle realtà museali che abbiamo indicato come ‘minori’, che esistono quasi ovunque nel mondo e che offrono spaccati di storia e cultura un tempo difficilmente accessibili all’uomo comune, ma ora alla sua portata con l’aiuto della Rete.
I musei scientifici. L’offerta su Internet di siti dedicati alla Scienza è forse leggermente inferiore a quella dedicata al patrimonio umanistico, ma pur sempre estremamente vasta. Si tratta tipicamente di siti dedicati alla Storia della Scienza o di suoi specifici protagonisti.
Come nel caso dei musei storico-artistici, esistono anche nel caso scientifico sia le grandi che le piccole istituzioni. Un esempio della prima tipologia è senz’altro il ricco Museo di Storia della Scienza, di Firenze (http://galileo.imss.firenze.it/indice.html), collocato su due interi piani di Palazzo Castellani, suddiviso in 21 sale, contenenti le cosiddette Collezioni Medicea e Lorense. Le testimonianze conservate spaziano dall’Astronomia alla Meccanica, dalla Microscopia all’Idraulica, dalla Chimica alla Chirurgia e sono descritte in maniera sintetica ed accattivante nelle pagine del sito. Non potevano mancare anche qui applicazioni di Realtà Virtuale (VRML), messe a disposizione con la stessa modalità che abbiamo visto in precedenza. Il sito informa che è in corso di installazione e sperimentazione avanzata un catalogo multimediale, in quattro lingue, che illustra il funzionamento degli oggetti conservati nel Museo e fornisce il quadro storico-scientifico in cui questi sono stati costruiti e impiegati. Viene resa disponibile una versione semplificata del catalogo, grazie al quale il navigatore può visitare (sempre in modalità di Realtà Virtuale) la Sala IV del Museo, interamente dedicata a Galileo Galilei.
Concludiamo con un secondo ed ultimo riferimento per l’offerta di musei scientifici, rimanendo ancora nel contesto italiano (ma ribadendo che i riferimenti forniti in questo articolo offrono anche per i musei scientifici molti spunti di navigazione ‘a largo raggio’). Vogliamo citare il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia ‘Leonardo da Vinci’ (http://www.museoscienza.org), le cui principali sezioni sono dedicate alla storia delle tecnologie in campo navale, aereo, ferroviario, automobilistico, radioelettrico ed energetico. Un interessantissimo segmento a parte è dedicato alla vita ed alle opere di Leonardo da Vinci, con molto materiale consultabile relativo alle sue invenzioni e ad i suoi manoscritti, nonché suggerimenti per reperire altre fonti in Rete sulla figura del grande scienziato.
Abbondano nel sito gli ambienti visitabili in Realtà Virtuale, ma vale la pena soprattutto di segnalare qui l’adozione di una ulteriore innovazione tecnologica, il cosiddetto Leonardo Virtuale, un’iniziativa sviluppata in collaborazione con il Politecnico di Milano, basata su una tecnologia innovativa chiamata Web-Talk (sviluppata nei linguaggi VRML e Java) . Questo strumento consente ai navigatori, dislocati in luoghi diversi, di accedere contemporaneamente al medesimo sito, ‘vedendosi’, ‘parlandosi’, scambiandosi esperienze, facendosi guidare. Infatti, uno dei partecipanti può assumere il ruolo di ‘guida’ ed il visitatore può iniziare una ‘visita guidata’ all’interno del museo, osservando l’ambiente con gli occhi della guida (come avviene, in pratica, nella realtà).
In altre parole, siamo di fronte a quello che potremmo definire un esempio di vera e propria visita guidata ‘completamente virtuale’.
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