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Mensile di attivitÀ politico-culturale

 

  

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  Dicembre 2002

 

 

Donatella Moraggi

 

 

DOVE  IL  TEVERE  SORRIDE 

 

 Quello che un tempo i latini chiamavano biondo Tevere, conserva ancora, non distante da Roma, un aspetto ridente, come lo è il territorio ad esso circostante, generoso di luminosi paesaggi, dove l’intervento dell’uomo ha contribuito a conservare, preservare e valorizzare un’area naturalistica di notevole importanza.

Stiamo parlando della Riserva Naturale Regionale Tevere Farfa, situata a circa 47 chilometri a nord di Roma, nella Media Valle del Tevere, estesa su un’area di 700 ettari: una zona umida di interesse internazionale.

La realizzazione di un diga progettata dall’Enel per alimentare i generatori di una centrale idroelettrica, ha sbarrato artificialmente il corso del Tevere, creando così un bacino lacustre, che, insieme con i terreni circostanti, costituisce il territorio della Riserva.

L’area protetta, istituita nel 1977, è attualmente gestita da un consorzio che comprende i comuni di Nazzano (RM) e Torrita Tiberina (RM).

Intraprendere la visita di quest’angolo di paradiso significa partecipare discretamente allo spettacolo che la natura offre di sé dove essa è padrona.

Si procede in silenzio seguendo un camminamento rialzato che permette di praticare la zona paludosa che costeggia l’immediata riva del fiume.

E’ solo uno dei possibili percorsi che si possono scegliere, ma è il più suggestivo ed il più vicino alle acque del Tevere. Vi si assaporano i profumi intensi che salgono dalla vegetazione ricca di salici, pioppi bianchi, canne lacustri ed esaltati dalla umidità che si respira.

I passi, accompagnati dal lento scorrere del fiume e dai suoni della vita animale che abita tutt’intorno, sono rassicurati da varie tonalità di verde che avvolgono, senza chiudere, il percorso, lasciando che il sole lo trapunti con magie di luci e giochi d’ombra che trasformano in merletti le sagome delle foglie e degli arbusti.

Promana ovunque accogliente gentilezza.

Si svelano agli occhi, via-via, boschetti di salici, canneti e acquitrini, alternati da piccole costruzioni di legno, perfettamente integrate, create per consentire ai visitatori di osservare senza interferire con l’ambiente, dalle quali, con un poco di pazienza, si avvistano uccelli acquatici come gli aironi, le gazzette, il tuffetto, il germano reale, il codone, la gallinella d’acqua…..

Meno facilmente visibili, vivono nelle acque del Tevere le anguille, i lucci ed i pesci gatto.

Continuando a camminare si giunge ad un punto di avvistamento che s’innalza su due piani sopra l’acqua, dal quale si domina la vista dell’intera ansa che il Tevere compie. Il corpo e lo spirito si rigenerano nell’abbraccio dei colori e nell’armonia delle forme, nel divenire, nello scorrere di tanta vita così biologicamente complessa.

La visita  può concludersi in tre ore o poco più, ma ci si può tornare tante volte e tante volte esserne sorpresi.

 

 

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