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Mensile di attivitÀ politico-culturale
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Giugno - Luglio 2003
Donatella Moraggi
Alla Cascina Farsetti di Villa Doria Pamphili
il racconto di una storia tra guerra ed umanita’
“LA BRIGATA EBRAICA IN ITALIA 1943-1945
ATTRAVERSO IL MEDITERRANEO PER LA LIBERTA’”
Pur senza un’ampia pubblicizzazione, la mostra del Centro di Cultura Ebraica che è stata allestita nella Cascina Farsetti di Villa Doria Pamphili ha avuto il meritato successo, segno che le iniziative di valore si fanno apprezzare anche senza clamore.
La mostra “La Brigata Ebraica in Italia dal 1943 al 1945 attraverso il Mediterraneo per la libertà”, realizzata con il patrocinio del Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali – Sovrintendenza ai Beni Culturali e del Municipio Roma XVI - un po’ di clamore lo avrebbe meritato visto che si è trattato di una preziosa raccolta di documenti , fotografie, manifesti d’epoca che sono stati offerti al pubblico per la prima volta in Italia e che hanno testimoniato l’impegno ed il contributo che le compagnie di volontari ebrei nell’esercito britannico prima e la Brigata Ebraica Combattente poi hanno profuso prima, durante e dopo la guerra di liberazione.
Una storia rilevante nella storia dell’Italia, nella storia di Roma che pure non era mai stata raccontata. Un dipanarsi di foto e testimonianze di soldati che prestano soccorso alla popolazione di Cassino, che riforniscono d’acqua Firenze e Napoli, che a Roma insegnano l’ebraico ai ragazzi, che si adoperano per creare una rete di soccorso e di ricostruzione.
Una sezione dedicata ai manifesti utilizzati per la campagna di reclutamento britannica e per il sostegno della popolazione ai soldati è stata addirittura di provenienza privata: un collezionista americano, Micha Riss, ha concesso al Centro di Cultura Ebraica la propria raccolta per l’esposizione; “Colleziono manifesti sia per il loro valore artistico sia per il significato storico” ha scritto lo stesso Riss nel catalogo della mostra, curato con passione e buon risultato da Bice Migliau e Ghila Piattelli, “E’ stato, infatti, attraverso i manifesti e le fotografie che inizialmente sono venuto a conoscenza della storia dei soldati ebrei provenienti dalla Palestina mandataria – adesso Israele – che hanno combattuto per la librazione d’Italia nei giorni bui della seconda guerra mondiale”.
Ma i manifesti rappresentano molto di più di quanto non si creda: “…sono molto di più di semplici strumenti pubblicitari” scrive ancora Micha Riss “costituiscono piuttosto opere d’arte a sé stanti. L’analisi di creazioni artistiche realizzate nel passato non solo ci offre una maggiore coscienza di noi stessi, ma ci aiuta a comprendere meglio le nostre origini e a capire cosa abbiamo imparato e cosa possiamo ancora imparare dall’esperienza.
Concentrandoci su un periodo specifico, le informazioni ottenute spesso riescono a delineare una chiara immagine della società del tempo”.
Un itinerario che propone anche il tanto difficile percorso dell’affermazione della propria identità da parte degli ebrei di Palestina, che nonostante l’importante contributo militare dato, ottennero il permesso di essere riconoscibili tra le forze britanniche, riuniti sotto la bandiera con la stella di Davide solo quando nel 1944 Winston Churchill annunciò: “So bene che ci sono tanti ebrei nelle forse armate britanniche e in quelle americane, ma ho ritenuto di formare un’unità di combattimento composta esclusivamente da soldati di questo popolo, che ha patito e patisce indicibili tormenti da parte dei nazisti, perché sia presente come formazione a sé stante tra le forze che si sono unite per sconfiggere la Germania”.
Anche in questo caso però gli alti gradi degli ufficiali non furono concessi agli ebrei, i quali potevano raggiungere solo il grado di maggiore. Storia di guerra, di sofferenze e di umanità, nel lungo cammino di un popolo che ancora non ha smesso di soffrire.
Per l’occasione è stato emesso dalle Poste Italiane un timbro filatelico, a confermare, se ce ne fosse stato bisogno, la straordinarietà dell’evento.
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