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Raffaele Mario Caldana
NELL’ARTE DELLO SCULTORE SILVIO AMELIO
Il giorno otto settembre dello scorso anno, sulle pendici di monte Rotondo, nei pressi di Rocca di Cambio (L’Aquila), nel corso di una solenne cerimonia, alla presenza di autorità civili, religiose e militari e la partecipazione di centinaia di persone veniva scoperta una monumentale statua: la “Vergine della montagna” dello scultore Silvio Amelio. La statua, posta in posizione dominante, dove lo sguardo può abbracciare lo splendido panorama che dai Piani di Pezza e Campo Felice giunge fino al Monte Velino e, oltre l’Altipiano delle Rocche, può spaziare fino al Gran Sasso e alla più lontana Maiella per chiudersi infine sul prossimo Sirente, presenta la Vergine in un atteggiamento non distratto da tanta bellezza; essa volge lo sguardo in basso, come madre che segue i piccoletti figli, attenta e preoccupata che non si facciano male: una madre dal volto severo e dolce ad un tempo, illuminato da un tenue sorriso sufficiente a manifestare l’infinito amore che nutre per essi.
Qualche giorno dopo, tragici eventi dovevano segnare così profondamente e tristemente la storia dell’umanità: ignobile, scellerato e vile, come non mai, è stato l’attentato che il fratello ha compiuto sull’ inerme fratello.
La coscienza artistica di Silvio Amelio non poteva rimanere insensibile a tanto orrore; nella certezza che le forze del male non prevarranno, egli scorge, dalle macerie di così vasta distruzione, il generarsi, con l’aiuto del cielo, di una nuova vita: un uomo nuovo che, ripudiando ogni gesto caino, con maturata consapevolezza è destinato a più sublimi mete. È superba l’ispirazione dell’artista concretizzata meravigliosamente in “Resurrection Day, 2002”, un’opera in bronzo che, sviluppata dal modello originale in grandi dimensioni, sarà collocata, a perenne ricordo, nell’aeroporto Kennedy di New York.
Silvio Amelio si è trasferito giovanissimo, dalla natia Taverna (Catanzaro), a Roma dove risiede e lavora nel suo studio di via A. Toscani, 69.
Tra le opere più importanti vanno ricordate: il monumento in bronzo di S. Francesco di Paola a Toronto (Canada); il monumento a Mozart, scultura in marmo bianco venato di Carrara, nell’Aeroporto Internazionale di Salisburgo; la scultura bronzea della Madonna della Montagna a Polsi (Reggio Calabria); il monumento dedicato al Beato Ildebrando Gregori a Bassano Romano (Roma); il busto in marmo dedicato a Borromini nella Chiesa dei Fiorentini (Roma); le sculture dedicate a Padre Pio, Totò e Lucio Battisti a Turania (Rieti); il Monumento ai Caduti a Ginestra (Rieti); la “Pietà” scultura in marmo nero del Belgio negli appartamenti del Papa Giovanni Paolo II, Vaticano; la grande statua de “La Vergine della Montagna” sul monte Rotondo a Rocca di Cambio (L’Aquila).
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